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Da Pavia a Norcia,
parte dai territori
l’economia circolare

Entra nel vivo il Tour Panorama d’Italia 2017
alla scoperta delle eccellenze del nostro Paese.
Tra quelle imprenditoriali i Punti Cobat, impegnati a difendere l’ambiente in città
e province.
Ottantadue n°3 Giugno 2017

L’economia circolare parte dai territori. Lo conferma il lavoro dei Punti Cobat chiamati a portare la propria testimonianza imprenditoriale nelle tappe di Panorama d’Italia, il tour promosso dal settimanale diretto da Giorgio Mulè per scoprire e riscoprire le eccellenze del nostro Paese. Un viaggio affascinante tra città e luoghi che rappresentano un patrimonio di sapere, cultura e lavoro nel quale credere per rendere l’Italia un Paese migliore. E per far questo occorre guardare con grande attenzione anche ai temi dell’ambiente e di un’economia sostenibile, da sempre cari al Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo. Dopo l’esordio di Torino, Panorama d’Italia ha raggiunto Pavia e il cuore dell’Umbria coinvolgendo negli incontri pubblici anche Cobat e la propria rete sui territori. Prima è toccato al capoluogo di provincia lombardo, cuore di un territorio dinamico, cresciuto quasi sei volte di più rispetto al resto d’Italia, dove la ripresa è diventata realtà grazie a una politica fatta di innovazione e sinergia tra tutte le istituzioni: comune, università, istituti di credito, eccellenze imprenditoriali. Panorama ha voluto mettere a confronto i rappresentanti di queste realtà.
“In Lombardia sono operativi 12 Punti Cobat, un presidio importante per la tutela del territorio - ha spiegato Massimo Ferrante del Punto Cobat Mecomer - Queste aziende hanno raccolto oltre 26mila tonnellate di rifiuti tecnologici nel corso del 2016, mille in più rispetto all’anno precedente. Vengono recuperate anche le batterie al piombo, quasi 23mila tonnellate. La capillarità e l’efficienza della raccolta sono i punti di forza delle imprese che collaborano con il Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo”.
Numeri molto positivi anche per l’Umbria, dove il tour di Panorama ha spaziato tra le suggestive Norcia, Spoleto e Montefalco, in un territorio che sa eccellere e resistere, nonostante i danni del terremoto. Un territorio virtuoso anche dal punto di vista della tutela ambientale e dell’attenzione al riciclo. Secondo i dati Cobat, questa regione ha infatti registrato nel corso del 2016 una raccolta pari a 1,2 milioni di chilogrammi di batterie usate e 610.000 chili di rifiuti tecnologici.
“Sul fronte delle batterie esauste nel 2014-2015 avevamo già raccolto e avviato al riciclo circa 3.000 quintali di materiali ogni anno - ha fatto sapere Daniel Mazzotti, Amministratore delegato della Biondi Recuperi di Ponte San Giovanni, provincia di Perugia, intervenuto al convegno presso il centro Fiere di Norcia insieme al direttore Mulè, al sindaco Nicola Alemanno e ad altre eccellenze imprenditoriali - Nel marzo 2016 siamo diventati Punto Cobat e abbiamo raddoppiato il recupero degli accumulatori toccando quota 6.000 quintali. Un trend d’incremento che si sta confermando anche quest’anno. Al 31 maggio i dati da noi raccolti parlano di circa 4.000 quintali. Il Consorzio ci ha inoltre fornito la possibilità di poter smaltire i Raee, cioè rifiuti elettrici ed elettronici rappresentati da componenti di computer, fotocopiatrici, stampanti, caratterizzati da diversi livelli di pericolosità. Anche per questo esistono diverse tecnologie per il ritiro dei materiali. Indubbiamente si tratta di un lavoro complesso, ma allo stesso tempo molto importante”. Dati e notizie incoraggianti non finiscono qui. “La gente si dimostra sensibile al tema del riciclo dei rifiuti - continua Mazzotti - Noi in questi anni lo abbiamo riscontrato sul campo. In particolare comuni a spiccata?vocazione turistica come Assisi sono molto attenti alla pulizia del territorio e alla corretta raccolta dei materiali di scarto. Abbiamo molto da fare, con programmi di crescita e sviluppo. Penso per esempio allo smaltimento dei rifiuti pericolosi. Oggi questo settore non rappresenta il nostro core business aziendale, ci occupiamo maggiormente dello smaltimento di ferro, rottami e carta da macero, ma sta crescendo il quantitativo di batterie esauste”.
Analizzando elementi cardine della Circular Economy, quali appunto riciclo e recupero di scarti, si tocca un altro tema caro a Cobat, quello delle auto elettriche. Anche di questo si è parlato in occasione degli incontri di Panorama d’Italia, ricordando la recente road map tracciata a livello nazionale, e gli impegni precisi assunti da Comuni e filiera dell’elettrico in occasione della Conferenza Nazionale di Milano. “Due momenti davvero importanti per unire le forze e coordinare le azioni da intraprendere allo scopo di rendere più sostenibile la mobilità nel nostro Paese - ha sottolineato Luigi De Rocchi, responsabile Area Studi e Ricerche del Consorzio - Il documento governativo prevede una serie di impegni mirati a coinvolgere i tre Ministeri di Ambiente, Trasporti e Sviluppo Economico per favorire l’utilizzo di veicoli a emissioni zero. Ora serve una cabina di regia a livello governativo per favorire questa metamorfosi necessaria. Penso a incentivi e politiche mirate a favorire l’utilizzo di auto elettriche. Basta guardare ad altri esempi in Europa.?L’Olanda ha annunciato che dal 2025 ad Amsterdam circoleranno solo veicoli a emissioni zero. Oggi questo tipo di auto rappresenta il 25% di quelle in circolazione in Norvegia. Una rivoluzione che da noi sta partendo dai Comuni, basta guardare all’esempio virtuoso di Milano”.
De Rocchi, come il presidente Cobat Giancarlo Morandi a Pavia, è quindi intervenuto al dibattito organizzato a Spoleto sui cambiamenti climatici da Focus. Una realtà con quale occorre fare i conti sapendo che anche in questo caso favorire l’economia circolare significa dare speranza e un futuro sostenibile al pianeta.


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