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Testo di: Matteo Filacchione

G7: nessun passo
indietro sul clima

Dopo il summit dei Capi di Stato dei Paesi più potenti del pianeta a Taormina, i ministri dell’Ambiente si sono confrontati in un G7 Green a Bologna: “Avanti con Parigi”.
Ottantadue n°3 Giugno 2017

La partecipazione al primo Forum Nazionale sull’Economia Circolare e la collaborazione con Altan per una mostra di 25 ironiche e folgoranti vignette sulle tematiche ambientali. Anche Cobat ha portato il proprio contributo alle importanti iniziative promosse a Bologna in occasione del G7 Ambiente. L’evento internazionale ha riunito i ministri dei 7 Paesi più industrializzati e alcuni di quelli in via di sviluppo all’interno della settimana #all4thegreen, organizzata pochi giorni dopo il G7 di Taormina. I rappresentanti di Italia, Canada, Francia, Germania, Giappone e Regno Unito, insieme alla Commissione Europea, hanno firmato un documento nel quale si afferma che l’Accordo di Parigi sul clima rappresenta una tappa irreversibile, un’intesa da potenziare, uno strumento globale “per un efficace e urgente contrasto dei mutamenti climatici”. Gli Usa hanno invece dichiarato che si impegneranno a ridurre le emissioni, rimanendo però sulle proprie posizioni: fuori dagli Accordi di Parigi e solo con iniziative autonome. Il ministro dell’Ambiente italiano Gian Luca Galletti si è detto soddisfatto per l’apertura e il dialogo, e più in generale per lo spirito di collaborazione instaurato tra i Governi sui temi ambientali. Ma sul clima nessun passo indietro.
“L’Italia ha firmato gli Accordi di Parigi nel 2015 - ricorda il ministro, intervenuto al Forum sull’economia circolare organizzato a Palazzo Malvezzi dalla Città Metropolitana di Bologna e da Edizioni Ambiente, in collaborazione con Comune, Regione Emilia Romagna e Sprecozero.net - Li abbiamo sottoscritti con un grande senso di responsabilità e con l’idea di perseguire un modello di sviluppo che fa riferimento all’economia circolare nell’ottica di diminuire le emissioni di CO2 e difendere il pianeta in cui viviamo. Un modello che guarda allo stesso tempo alla produttività delle imprese. Crediamo in quel progetto  firmato a Parigi e lo perseguiremo con tenacia. Siamo abituati a mantenere gli impegni presi - incalza Gian Luca Galletti - Io sono molto soddisfatto di questo G7. Abbiamo voluto fare di Bologna per una settimana la capitale mondiale dell’Ambiente, e la città ha risposto benissimo, come mi aspettavo. Oggi il tema ambientale è cresciuto nella cultura dell’Italia e questo significa che siamo un Paese più civile”. Diversi i temi trattati. “Abbiamo con noi i ministri dei sette Pae-si più industrializzati che affrontano questioni di grande rilievo come le strategie contro il cambiamento climatico, le plastiche a mare, l’economia circolare, la finanza verde. Ma non solo - continua il ministro Galletti - Io ho voluto che a questo G7 partecipassero anche i rappresentanti di cinque Paesi africani perché credo che l’ambiente sia il terreno sul quale più di ogni altro tutti i popoli si debbano unire”.
Al Forum nazionale di Palazzo Malvezzi è intervenuto anche il presidente di Cobat Giancarlo Morandi, il quale ha illustrato l’impegno del Consorzio a favore dell’economia circolare all’interno del dibattito “Da rifiuto a materia”. Da parte di Morandi un appello alla necessità di fare rete tra soggetti pubblici e privati. “Non possiamo pretendere che i funzionari pubblici sappiano tutto di ogni cosa, avendo molti temi di cui occuparsi - precisa Morandi - Possiamo però pretendere che coinvolgano tutti coloro che operano in quei settori nei quali si trovano a legiferare per calibrare insieme i provvedimenti più efficaci da attuare. Oggi noi chiediamo al Governo e alle Regioni questa collaborazione concreta per far decollare in tutta Italia l’economia circolare, l’unico sistema in grado di garantire un futuro sostenibile al pianeta”.
“Il primo obiettivo di questo Forum nazionale - precisa invece Roberto Coizet, presidente di Edizioni Ambiente - è quello di riuscire a estendere il concetto di economia circolare alle sue proporzioni reali, mentre nella grande discussione in corso da tempo sul tema si tende a vederla in chiave molto ristretta. Oltre all’aspetto legato al riciclo dei materiali, la circular economy interessa infatti grandi questioni di carattere sociale e organizzativo, necessità di fare rete e di organizzare al meglio il lavoro”.
Altro elemento chiave è legato alla necessità di rendere più chiare e uniformi le normative del settore. “Per quanto riguarda il profilo normativo - dichiara l’avvocato Paola Ficco, direttore della rivista Rifiuti, bollettino di informazione normativa - è fondamentale modificare il concetto di “disfarsi” presente all’interno della definizione di rifiuto. Oppure, in subordine, occorre che la nuova direttiva in itinere sull’economia circolare stabilisca con chiarezza assoluta quando un rifiuto cessa di essere tale. Diversamente l’economia circolare non può decollare anche perché oggi i controlli locali sono inevitabilmente diversi e diversificati”.
Secondo Tommaso Campanile, presidente del Conoe, resta prioritario l’aspetto educativo. “Occorre incidere nella consapevolezza di quanto sia indispensabile un nuovo modello di sviluppo - commenta Campanile - È importante che lo capiscano i cittadini con azioni di educazione e sensibilizzazione. Bisogna spiegare loro il valore dell’attività di recupero e riutilizzo dei prodotti presenti sul mercato. Il nostro impegno come Conoe è quello di recuperare il più possibile gli oli esausti vegetali, gli oli di frittura che possono creare danni considerevoli se dispersi, ma rivestire invece un valore se recuperati”.
Al dibattito anche Kate Raworth, economista inglese e docente all’Università di Oxford, la quale ha presentato il suo libro “L’economia della ciambella, sette mosse per pensare come un economista del XX secolo”. Un volume nel quale viene posta l’attenzione sulla necessità di cambiare il paradigma economico trovando un equilibrio tra le necessità di tutti gli abitanti della terra e dell’ambiente che ci circonda.
Non solo la presenza a convegni importanti. A Bologna Cobat ha deciso di promuovere i temi ambientali anche con un’iniziativa originale e di grande interesse, presentata alla Fondazione Cineteca. Si tratta di una mostra con 25 vignette folgoranti, ironiche e piene di saggezza firmate dal celebre fumettista Altan, una delle quali dedicata al G7 e regalata anche ai ministri presenti all’evento internazionale. Un’iniziativa promossa in collaborazione con il Conou, Consorzio Nazionale per la gestione raccolta e trattamento degli oli minerali usati. Anche qui non è voluto mancare il ministro Galletti.
“I convegni sono importanti, ma per parlare di ambiente è utile pensare anche a iniziative in grado di arrivare a un pubblico più numeroso con intelligenza e ironia - commenta il presidente Morandi - Le vignette del maestro Altan sono perfette per questo scopo. Siamo quindi felici di aver sostenuto questa iniziativa, così come siamo felici di avere con noi all’inaugurazione il ministro Gian Luca Galletti. Un ministro che ha voluto cambiare l’approccio degli italiani con l’ambiente. Un ambiente che non vuole più essere un limite all’attività economica industriale, ma il promotore di un’economia circolare amica dell’ambiente”.
“Io ringrazio voi per questo ulteriore magnifico regalo che fate alla città di Bologna e al G7 - replica Gian Luca Galletti - Ringrazio Cobat e Conou. I Consorzi sono una delle grandi innovazioni del nostro Paese nella raccolta differenziata, nel riciclo, e stanno dando soddisfazione all’economia di questo Paese. Nascono per smaltire i rifiuti, e poi con l’evolversi della tecnologia e della cultura ambientale diventano dei veri protagonisti dell’economia industriale perché ci permettono di trasformare il rifiuto da un costo a una risorsa e ci aprono il grande nuovo mondo dell’economia circolare. Un altro ringraziamento particolare lo devo al maestro Altan, un artista molto conosciuto e stimato. Io gli sono riconoscente per partecipare con uno spirito ambientale a questo G7. Sono vignette molto belle, efficaci, che ci richiamano tutti alle nostre responsabilità e possono aiutare a diffondere l’importante messaggio della difesa dell’ambiente”.
Felice di aver dato il proprio contributo il maestro Francesco Tullio Altan: “Queste vignette sono nate nel tempo, alcune hanno più di 25 anni. Per cui sappiamo bene che l’inquinamento è un problema molto antico ancora in attesa di soluzioni. Il messaggio è molto semplice: l’ambiente va rispettato, perché senza di lui noi non esisteremmo”.



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