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Testo di: Giancarlo Morandi - Presidente Cobat
EDITORIALE

Da Ottantadue
a Tre?

Tra quanto le batterie al Litio saranno più numerose di quelle al piombo? E l’Italia è pronta ad affrontare questa transizione?
Ottantadue n°4 Ottobre 2017

Quante volte i nostri lettori si sono domandati come mai il titolo di questo periodico è “OTTANTADUE”?
Cobat deve la sua esistenza ad una legge del 1988: come mai allora il titolo non è “Ottantotto”?
Cobat è nato per risolvere il problema della dispersione dei rottami di piombo e delle batterie esauste al piombo, raccogliendole su tutto il territorio nazionale e trasformando i rottami in nuovo piombo da impiegare nelle industrie italiane.
È sembrato così logico chiamare questo periodico con un riferimento diretto al metallo che tanto impegnava il consorzio: e così il numero atomico del piombo è assurto ai fasti di un titolo!
Ed ora però ci stiamo domandando se con un criterio analogo tra qualche tempo dovremo chiamarci “TRE” (numero atomico del Litio).
Ma tra quanto le batterie al Litio saranno più numerose di quelle al piombo? E l’Italia è pronta ad affrontare questa transizione?
Non bisogna credere che solo le auto a propulsione elettrica porteranno la diffusione delle nuove batterie al Litio.
Già oggi queste batterie sono presenti in tutto il mondo a garantire il funzionamento di tanti prodotti elettronici: se pensiamo solo all’Italia almeno più di cento milioni di queste nuove batterie sono quotidianamente in funzione.
Nel settore dell’accumulo di energia elettrica da tempo le batterie al piombo perdono terreno rispetto a soluzioni più adatte al particolare impiego: dalle batterie al “sale” a quelle “sodio zolfo” e naturalmente a quelle al “Litio”.
In fine le case automobilistiche di tutto il mondo stanno già chiedendo ai loro fornitori nuove batterie più leggere e performanti per le tradizionali vetture con motore termico e dunque al “Litio”.
Ma l’Italia è pronta ad affrontare questa rivoluzione?
Cobat, non più consorzio obbligatorio, ma ormai primo consorzio nel settore dei rifiuti tecnologici, non poteva aspettare inerme con la sola minima preoccupazione di cambiare il nostro titolo in “TRE”.
Sono nate così una serie di attività illustrate in questo numero che possono tranquillizzare tutti gli operatori del settore, come chi ha responsabilità istituzionali: con importanti compagni di viaggio, come, tra gli altri, ENEL e CNR, Cobat ha iniziato a lavorare affinché “OTTANTADUE”, che ha rappresentato l’eccellenza del proprio settore, anche quando dovesse sottotitolarsi “TRE” rappresenti sempre una organizzazione capace di garantire all’Italia uno sviluppo industriale e sociale accompagnato da tutte le azioni necessarie a renderlo ambientalmente sostenibile.



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