Testo di: Matteo Filacchione

reati ambientali in calo, ma la guerra è ancora lunga

Presentato nella Sala della Lupa a Montecitorio il Rapporto di Legambiente “Ecomafia 2017: le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia”.

Ottantadue n°4 Ottobre 2017

Nel 2016 sono stati 25.889 i reati ambientali accertati sul territorio nazionale: 71 al giorno, circa 3 ogni ora. Numeri ancora preoccupanti, rispetto ai quali arrivano però i primi risultati positivi della legge sugli ecoreati. A due anni dalla sua entrata in vigore crescono infatti del 20% gli arresti e diminuiscono del 7% gli illeciti.
Sono questi alcuni dei dati più significativi che emergono dal Rapporto “Ecomafia 2017: le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia” curato da Legambiente e pubblicato da Edizioni Ambiente con il sostegno di Cobat e Novamont. La presentazione si è svolta nella Sala della Lupa alla Camera dei Deputati, dove i relatori hanno sottolineato come nella lotta contro le ecomafie e i ladri di futuro si stia percorrendo la strada giusta. I reati accertati dalle forze dell’ordine sono passati dai 27.745 del 2015 a 25.889 nel 2016, mentre gli arresti sono saliti da 188 a 225, le denunce da 24.623 a 28.818 e i sequestri da 7.055 a 7.277 a testimonianza di una sempre maggiore efficacia dell’azione investigativa e repressiva. Inoltre l’anno scorso il fatturato delle attività legate alle ecomafie è sceso a 13 miliardi registrando una drastica diminuzione pari al 32% rispetto al 2015.
“Questi numeri confermano che la legge?messa in campo due anni fa contro gli?ecoreati, inserendo diversi illeciti ambientali nel Codice Penale, sta dando i suoi risultati - commenta Rossella Muroni, presidente di Legambiente - Si tratta di un segnale importante ed è la dimostrazione che questo?Paese può guarire dalla piaga della criminalità organizzata. Una battaglia che si deve vincere anche favorendo l’economia pulita, quella che trasforma i problemi ambientali, penso ai rifiuti, in un’occasione di sviluppo, legalità e posti di lavoro. Occorre fare della qualità ambientale e del recupero degli scarti secondo la logica dell’economia circolare un asset strategico di sviluppo. Più in generale possiamo dire che quest’anno il Rapporto Ecomafia - incalza Muroni - ci restituisce una fotografia che non ha solo tinte fosche, come nelle scorse edizioni, ma anche colori di speranza. Avanti quindi nel sostegno al lavoro delle forze dell’ordine. La politica deve fare la sua parte, ma anche il cittadino può fare moltissimo sostenendo per esempio con i propri consumi quelle imprese che puntano su un’economia sana e sostenibile creando posti di lavoro”.
A fronte di 1.215 controlli, nei due anni dalla sua entrata in vigore la legge 68/2015 ha consentito di sanzionare 574 ecoreati, denunciare 971 persone e 43 aziende, sequestrare beni per un valore di circa 15 milioni di Euro. E più in generale ha favorito il combinato disposto del calo di illeciti e aumento di arresti e denunce. Se è vero che i primi risultati nella lotta ai crimini ambientali stanno dunque arrivando, allo stesso tempo occorre mettere in campo un sistema normativo più funzionale, in grado di agire con maggiore efficacia per quanto riguarda controlli e sanzioni. A sottolineare questo aspetto è in particolare il presidente di Cobat Giancarlo Morandi, il quale non risparmia una sferzata al mondo politico. “Complici inconsapevoli di ecoreati e illeciti ambientali sono i Palazzi del Governo e del Parlamento perché approvano leggi di cui non sono in grado di controllare la corretta applicazione - attacca Morandi - Prima di tutto dovremmo cercare di non facilitare forme di concorrenza sleale basate sulla non osservanza delle leggi. Invece, molto spesso, sono proprio la farraginosità delle nostre norme, la loro complicazione, l’insieme degli adempimenti e la conseguente impossibilità per gli organi di controllo di verificare ed eventualmente sanzionare che ostacolano il contrasto agli ecoreati. E a farne le spese sono poi le aziende, i consorzi, i commercianti virtuosi che rispettano le regole”.
Esaminando altri dei numerosi dati raccolti nel Rapporto Ecomafia 2017, emerge inoltre che nella classifica regionale degli illeciti ambientali la Campania si conferma al primo posto con ben 3.728 casi, seguita da Sicilia (3.084), Puglia (2.339) e Calabria (2.303). La Liguria resta la prima regione del Nord, il Lazio quella del Centro. Su scala provinciale, quella di Napoli è stabilmente l’area più colpita con 1.361 infrazioni, seguita da Salerno (963), Roma (820), Cosenza (816) e Palermo (811). Guardando a ipotesi di illeciti più specifiche, gli studi di Legambiente indicano come la corruzione continui ad essere purtroppo un fenomeno dilagante nel Paese. In aumento i reati contestati nella gestione dei rifiuti: nel 2016 sono stati 5.722 con una crescita di quasi il 12%, gli arresti 118 (+40%) e i sequestri 2.202. Per quanto concerne le attività organizzate di traffico illecito dei rifiuti, secondo quanto disciplinato dall’articolo 260 del decreto legislativo 152/2006, al 31 maggio 2017 le inchieste sono diventate 346, con 1.649 ordinanze di custodia cautelare, 7.976 denunce e il coinvolgimento di 914 aziende. Gli Stati esteri coinvolti sono saliti a 37: 15 europei, 8 asiatici, 13 africani e uno americano. Sommando i sequestri messi in atto nell’ultimo anno e mezzo, e solo nell’ambito di 29 inchieste monitorate, le tonnellate bloccate dalle forze dell’ordine sono state più di 756.000. Un quantitativo di rifiuti tale che per trasportarlo servirebbero 30.240 tir, che messi in fila coprirebbero la strada che da Roma arriva a Modena. Se dunque nell’insieme si registra un trend positivo nella lotta alla criminalità ambientale con un’inversione di tendenza rispetto al passato, è vero che occorre tenere alta la guardia e che la strada da percorrere resta ancora tanta. “Abbiamo dei problemi molto forti nelle ?aree a tradizionale insediamento della malavita organizzata, ma in realtà il fenomeno dell’illegalità in campo ambientale è diffuso in tutta Italia - sottolinea Ermete Realacci, presidente della Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera - Occorre prestare particolare attenzione alla necessità di mettere a regime e coordinare tra loro le varie normative. Per esempio è importante che accanto alla nuova legge sugli ecoreati funzioni bene anche la riforma sulle agenzie ambientali e che al tempo stesso si proceda alla semplificazione dove possibile. Talvolta infatti - precisa inoltre il parlamentare - un pericolo deriva dal fatto che regole troppo complesse alle quali non si riesce a dare fino in fondo applicazione creino dei varchi in cui si insinua l’illegalità”, ribadendo di fatto quanto detto dal Presidente Morandi.
L’attenzione si sposta dunque ora sulle prossime azioni da mettere in campo per vincere nuove battaglie nell’impegnativa guerra alle ecomafie. Durante la presentazione del Rapporto di Legambiente nella Sala della Lupa, il direttore generale Stefano Ciafani ha indicato la strada da seguire. “Oggi illustriamo una serie di proposte concrete da sviluppare lungo due archi temporali diversi - spiega Ciafani - Innanzitutto chiediamo di approvare entro la fine di questa legislatura i decreti attuativi della legge sul sistema delle agenzie ambientali per rendere più efficaci i controlli pubblici, e una norma volta a semplificare gli abbattimenti delle costruzioni abusive. A chi sarà eletto alle prossime politiche solleciteremo invece provvedimenti mirati per il contrasto ad agromafie e delitti a danno di flora e fauna protette. L’Italia dimostri poi con fatti concreti di voler puntare davvero sull’economia circolare e civile, due strumenti fondamentali per contrastare le attività ecocriminali e per promuovere un’economia sostenibile e innovativa - conclude il direttore generale di Legambiente - fondata sul pieno rispetto della legalità e sui principi della solidarietà, capace di creare lavoro e contribuire alla custodia dei patrimoni del nostro Paese”.

I NUMERI DELLA CRIMINALITÀ AMBIENTALE IN ITALIA

25.889  I reati ambientali accertati in Italia nel 2016
71  I reati ambientali messi in atto ogni giorno, circa 3 ogni ora
2  Gli anni dall’entrata in vigore della legge 68/2015 sugli ecoreati
-7%  Gli illeciti ambientali rispetto all’anno precedente
+ 20%  Gli arresti nel 2016: in totale 225
28.818  Le denunce, anch’esse in aumento
15 milioni  Il valore in Euro dei beni sequestrati grazie alla legge 68/2015       
13 miliardi  Il business delle ecomafie, con un calo pari al -32%
3.728  Gli illeciti registrati in Campania: è la regione con più casi
5.722  I reati contestati nella gestione dei rifiuti



Nel dna del sistema Cobat
la garanzia di un successo
Nel 1988 viene istituito Cobat come Consorzio Obbligatorio per le Batterie esauste per poi trasformarsi, con la liberalizzazione del 2008, in un sistema di raccolta e riciclo multifiliera.
L’impegno dei produttori
è prioritario
Senza l’impegno dei produttori a farsi carico economicamente dei progetti dei loro prodotti, in modo che siano completamente riciclabili, e senza analogo impegno economico per diffondere la cultura del riciclo presso tutti gli operatori sarà estremamente difficile ripetere il successo ottenuto con le batterie esauste.
La responsabilità
del produttore
è l’aspetto chiave
Il direttore operativo di Cobat Claudio De Persio:
“Il produttore deve occuparsi non solo del riciclo dei materiali, ma anche del riutilizzo del bene sul mercato”.
15 agosto 2018: cosa cambia
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Il Decreto n. 49/2014, presto in vigore, prevede novità importanti nella gestione dei rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.
Riclassificazione
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Dall’iscrizione al registro AEE alle comunicazioni, dalle nuove “famiglie” di prodotti ai beni esclusi: un prezioso vademecum.
Quali i prodotti esclusi
Esempi e approfondimenti in merito a queste categorie di prodotti AEE esclusi dal decreto legislativo n. 49/14 sono contenuti nel documento pubblicato dal Ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare.
Ambiente, green economy e rifiuti zero nel nuovo
Contratto di Governo
L’accordo politico che ha portato Giuseppe Conte alla guida del Governo prevede anche una parte specifica dedicata all’economia circolare e al contrasto ai reati ambientali.