COBAT INFORMA

A Matera il corso
di giornalismo Laura Conti

Incontrare i giovani e parlare con loro del proprio lavoro è sempre stimolante, ma nello stesso tempo non è facile trovare un gruppo di ragazze e ragazzi interessati al confronto.
Ottantadue n°5 Novembre 2017

Forse questa del confronto è proprio la ragione primaria che spinge il presidente di Cobat Giancarlo Morandi a dedicare mezza giornata all’incontro con i frequentatori del corso di giornalismo Laura Conti, corso voluto da Legambiente e diretto da Luca Biamonte.
Il Corso EuroMediterraneo di giornalismo ambientale Laura Conti, giunto alla XVI edizione, si è tenuto per il primo anno in Basilicata, a Maratea e Matera. Il percorso formativo, residenziale e a tempo pieno, è durato 6 settimane e ha previsto 220 ore di lezione, tra teoria e pratica. Rivolto a giornalisti professionisti e pubblicisti, cui è offerta la possibilità di ottenere i crediti formativi richiesti dall’Ordine dei Giornalisti ai fini della formazione continua obbligatoria, il corso è aperto anche a laureati o diplomati interessati a conoscenze di base e tecniche dell’informazione ambientale e della comunicazione pubblica.
L’iniziativa ha ricevuto i seguenti patrocini: Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, del Comune di Maratea, della Fondazione Matera 2019, di Kyoto Club, Federparchi, di Res4Med, della Federazione Italiana Media Ambientali e di Enea.
“Parlare di economia circolare ai giovani non è semplice, normalmente in altre occasioni si è dovuto constatare come i termini “economia circolare” siano completamente sconosciuti - racconta il presidente di Cobat - ma ad un corso di giornalismo voluto da una organizzazione ambientalista questo non era ovviamente possibile e così l’illustrazione del caso Cobat come esempio di economia circolare ha interessato tutti i partecipanti all’incontro. Certamente destano sempre stupore i risultati ottenuti da Cobat nel campo delle batterie esauste al piombo, quando ho ricordato come l’attività del consorzio abbia evitato al nostro pianeta una miniera lunga venti chilometri per estrarre il minerale per avere le stesse quantità di piombo prodotte con il riciclo.”
Stupore che poi è virato in forte curiosità quando si è affrontato il problema del riciclo dei pannelli fotovoltaici, per il quale Cobat ha adottato un sistema finanziario e organizzativo che poi ha fatto scuola, tanto da essere adottato come modello dal nostro governo.
“L’interesse dei futuri giornalisti - prosegue Morandi - è ancora aumentato nel valutare le necessità di raccolta e riciclo riguardanti tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche che vedono l’Italia fanalino di coda in Europa.”


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