Testo di: Matteo Filacchione
SPECIALE ECOMONDO

Fine vita dei veicoli,
un accordo innovativo

Autodemolitori e Cobat alleati per la tracciabilità e il riciclo delle componenti dei veicoli. All’assemblea nazionale Car, Gifuni e De Persio hanno illustrato il servizio.
Ottantadue n°5 Novembre 2017

Favorire alleanze di filiera per il fine vita dei veicoli nell’ottica di tutelare operatori del settore, cittadini e ambiente. Il tutto all’insegna del recupero dei materiali e della legalità. Se n’è parlato durante l’assemblea nazionale di CAR (Confederazione degli Autodemolitori Riuniti) che si è svolta al Grand Hotel di Rimini. Alfonso Gifuni, presidente di Car, e Claudio De Persio, direttore operativo di Cobat, hanno illustrato l’importante accordo nazionale siglato dagli autodemolitori e dal Consorzio. Presenti anche Giancarlo Morandi e Michele Zilla, rispettivamente presidente e direttore generale di Cobat. Nell’occasione il dirigente della Polizia Stradale di Rimini Angelo Frugieri, ha sottolineato pubblicamente l’impegno del Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo a favore della legalità.
“Questo accordo è la prosecuzione di un altro precedente fatto con Cna all’interno del progetto Easy Collect - spiega Claudio De Persio, direttore operativo Cobat - Car è una costola di Cna, e quindi abbiamo inserito in questo contesto più generale l’intesa con gli autodemolitori. L’accordo consiste nel mappare totalmente le attività di autodemolizione. Tutto ciò ha permesso a Cobat di realizzare un software che consentirà a ogni iscritto Car di inserire nell’ambito di questo gestionale, in un’area riservata, le auto che demolirà nel corso dell’esercizio dell’anno”. Qual è il significato, il valore aggiunto di questa attività? “La tracciabilità di tutto ciò che entra nell’autodemolizione - risponde De Persio - Un veicolo viene demolito, viene identificato il modello, e il modello identificato viene registrato dal Consorzio in una banca dati a disposizione dei produttori iscritti a Cobat”. Si tratta dunque di un accordo trasversale che vede l’autodemolitore e la casa automobilistica iscritta al Consorzio interagire tra loro, e avere una visione generale di quello che sta accadendo in tempo reale sul territorio. “Cobat ha sempre messo a disposizione servizi innovativi a favore dei propri associati - aggiunge il direttore operativo - Questo è il primo accordo del genere in Italia ed è destinato a rivoluzionare il settore dell’autodemolizione e della tracciabilità dei rifiuti”.
Soddisfatto dell’intesa anche il presidente della Confederazione Autodemolitori Riuniti. “Continua la collaborazione tra Car e Cobat, due strutture che si sono consolidate sul territorio con un’organizzazione davvero importante - sottolinea Alfonso Gifuni - Oggi presentiamo la parte operativa di un accordo formalizzato già da qualche mese. Con esso stiamo dando al Governo un’opportunità di tracciabilità creata da noi stessi d’intesa con il Consorzio. Noi raccoglieremo tutti i dati dei materiali che provengono dalla scomposizione del veicolo, e faremo in modo che tutte le informazioni sull’effettiva bonifica dell’auto e del recupero delle parti sia ampiamente documentata in collaborazione con un sistema informatico importantissimo che è quello creato negli anni da Cobat”.



Nel dna del sistema Cobat
la garanzia di un successo
Nel 1988 viene istituito Cobat come Consorzio Obbligatorio per le Batterie esauste per poi trasformarsi, con la liberalizzazione del 2008, in un sistema di raccolta e riciclo multifiliera.
L’impegno dei produttori
è prioritario
Senza l’impegno dei produttori a farsi carico economicamente dei progetti dei loro prodotti, in modo che siano completamente riciclabili, e senza analogo impegno economico per diffondere la cultura del riciclo presso tutti gli operatori sarà estremamente difficile ripetere il successo ottenuto con le batterie esauste.
La responsabilità
del produttore
è l’aspetto chiave
Il direttore operativo di Cobat Claudio De Persio:
“Il produttore deve occuparsi non solo del riciclo dei materiali, ma anche del riutilizzo del bene sul mercato”.
15 agosto 2018: cosa cambia
nella gestione dei RAEE
Il Decreto n. 49/2014, presto in vigore, prevede novità importanti nella gestione dei rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.
Riclassificazione
delle categorie
di AEE
Open Scope,
istruzioni per l’uso
Dall’iscrizione al registro AEE alle comunicazioni, dalle nuove “famiglie” di prodotti ai beni esclusi: un prezioso vademecum.
Quali i prodotti esclusi
Esempi e approfondimenti in merito a queste categorie di prodotti AEE esclusi dal decreto legislativo n. 49/14 sono contenuti nel documento pubblicato dal Ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare.
Ambiente, green economy e rifiuti zero nel nuovo
Contratto di Governo
L’accordo politico che ha portato Giuseppe Conte alla guida del Governo prevede anche una parte specifica dedicata all’economia circolare e al contrasto ai reati ambientali.