Testo di: Giancarlo Morandi - Presidente Cobat
EDITORIALE

Chi inquina limita
la nostra libertà

Essere liberi è per chiunque la prima necessità per una vita piena ma purtroppo in ogni angolo della nostra società vi sono mille e mille impedimenti al conseguimento di una vera libertà personale.
Ottantadue n°5 Novembre 2017

Ma chi inquina limita la nostra libertà? Sappiamo come la libertà di ognuno di noi sia la prima condizione per sentirci capaci di determinare il nostro destino, nei limiti ovviamente della realtà sociale in cui ci muoviamo.
Il popolo Tibetano, profondamente buddista, sa che su questa terra la pace e la compassione sono il modo migliore per affrontare le difficoltà della vita, come insegna il loro leader religioso Sua Santità il Dalai Lama.
Ma nonostante questo, rischiando la vita, lascia le terre dei suoi avi alla ricerca della libertà che gli viene negata in patria: per essere libero affronta peripezie incredibili ed accetta di ricostruire la sua vita sociale ed economica da zero.
Ed il ragazzo africano che viene in Europa cercando una miglior possibilità di vita non lo fa forse per essere libero? Nessun individuo è libero se condizionato dal bisogno, dalle ristrettezze economiche.
Essere liberi è per chiunque la prima necessità per una vita piena ma purtroppo in ogni angolo della nostra società vi sono mille e mille impedimenti al conseguimento di una vera libertà personale.
E chi inquina limita la nostra libertà?
Ogni volta che siamo costretti a prendere provvedimenti concreti per salvaguardare la nostra integrità fisica non lo facciamo mai per un nostro piacere, ma costretti da eventi esterni che influiscono sulla nostra salute.
Ma nel fare ciò quanta parte perdiamo del tempo che ci è dato e delle risorse che abbiamo a disposizione?
Chi ci ruba del tempo e delle risorse non solo è un ladro, ma limita di fatto la nostra libertà che in assenza di quegli impegni ci condurrebbe ad altre realizzazioni materiali o intellettuali.
Dunque chi inquina non è semplicemente una persona che non fa il proprio dovere nei confronti della comunità, ma ci ruba tempo e limita la nostra libertà. In una parola. Ci ruba la vita.
Tutti sappiamo che nel passato i problemi legati alla salvaguardia dell’ambiente erano sconosciuti e che perciò si sono realizzate attività sociali assolutamente ignoranti di ogni problema ambientale.
Ma oggi che tutto il mondo riconosce la necessità di interventi capaci di neutralizzare l’inquinamento in atto, come possiamo accettare che i Governi per lo più ignorino completamente l’impellenza di porre termine alle pratiche che distruggono la nostra vita e limitano la nostra libertà?
Dopo il grande e celebrato incontro a Parigi ci aspettavamo una accelerazione dei provvedimenti atti a favorire le organizzazioni virtuose e a penalizzare le altre: ad oggi non sembra che molto sia stato fatto sia in Europa come in Italia.
Basterebbe che tutti noi ci sentissimo, come dice il Dalai Lama, uno dei sette miliardi che popolano il nostro pianeta e dunque agissimo di conseguenza.


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