Testo di: Matteo Filacchione
SPECIALE ECOMONDO

Ecomondo. I prodotti
rinascono nel Cerchio
della Vita

È il Cerchio della Vita il tema portato da Cobat a Ecomondo. Una linea continua che si rigenera è l’emblema perfetto dell’economia circolare che il Consorzio promuove da quasi 30 anni.
Ottantadue n°5 Novembre 2017

È il Cerchio della Vita il tema portato da Cobat alla ventunesima edizione di Ecomondo, la grande fiera internazionale di Rimini dedicata alla green economy. “Circle of life, un nuovo inizio”, una linea continua che si rigenera, è l’emblema perfetto di quell’economia circolare della quale si occupa il Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo da quasi 30 anni, trasformando i prodotti tecnologici in nuove materie prime da reimmettere sul mercato. Non solo un grande stand, quello principale, dedicato a questo tema. Per Ecomondo 2017, Cobat ha deciso di raddoppiare con un ulteriore spazio dedicato alla mobilità sostenibile e alle auto elettriche, utilizzando l’arte come strumento per veicolare in modo ancora più coinvolgente e originale al pubblico il messaggio relativo al valore del riciclo e della tutela dell’ambiente. Due gli artisti che con le loro opere hanno rappresentato questo “Circle of life”.
Presente all’evento riminese l’intero team del Consorzio: dirigenti, operativi, area manager, imprenditori dei Punti Cobat, addetti alla comunicazione, tutti impegnati ad incontrare nella quattro giorni della fiera tantissimi visitatori. Molti i convegni e le iniziative che hanno visto l’intervento del presidente Giancarlo Morandi, del vice Guido Borzoni, del direttore generale Michele Zilla e del direttore operativo Claudio De Persio. Il Consorzio è stata una delle realtà che fin dall’inizio hanno creduto in Ecomondo, fiera che in questa ventunesima edizione ha potuto contare su ben 1.200 espositori, 9.000 buyers da 60 Paesi, oltre 100.000 visitatori ai quali, insieme agli stand e agli spazi sui temi green, sono stati proposti 60 eventi con 1.000 relatori.
Ad aprire Ecomondo è stato l’intervento del ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti. “Questa non è più solo una fiera dell’ambiente, oggi possiamo definirla una fiera dell’economia italiana - dichiara Galletti - Ecomondo ha infatti cambiato veste nel corso del tempo. Nata con una specificità sulla green economy, piano piano si è trasformata perché è cambiato il mondo fuori. La fiera riminese è oggi uno degli eventi più importanti dell’economia in generale, non solo di quella verde. Questo cambia il paradigma perché noi qui parliamo di economia circolare, di rinnovabili, di efficienza energetica, di decarbonizzazione, tutti temi diventati parole d’ordine dell’economia del XXI secolo”.
Argomenti rispetto ai quali Cobat è stato pioniere. “Noi abbiamo creduto da subito nell’economia circolare e oggi siamo chiamati ad aiutare sempre di più il sistema produttivo a cambiare, ad aprirsi a nuovi orizzonti in questo importante passaggio evolutivo verso un nuovo paradigma di sviluppo ecosostenibile - sottolinea Michele Zilla, direttore generale di Cobat - Circle of life è il tema della nostra presenza a Ecomondo, perché nel cerchio c’è tutto: una linea perfetta che si rigenera dall’inizio alla fine correndo su una serie di punti che sono essi stessi principio e compimento l’uno degli altri. Ed è bene ricordare che ogni punto, chi produce il bene, chi lo utilizza, chi lo ricicla, contribuisce alla perfezione di questa forma. Riciclo e riuso per noi significano innovazione e creatività, due elementi inscindibili. Per questo - incalza Michele Zilla - il nostro stand principale a Ecomondo ospita le fantastiche creazioni di Davide Lazzarini, che ha dato nuova vita ad apparecchiature elettriche ed elettroniche in disuso, smontandole e trasformandole in statue di animali di ogni specie. All’interno del padiglione dedicato alla mobilità elettrica abbiamo invece dato spazio all’artista Gregorio Pampinella, che realizza dal vivo opere d’arte partendo da prodotti giunti a fine vita, come gli pneumatici fuori uso”.
All’interno di Ecomondo il Consorzio ha inoltre preso parte agli Stati Generali della Green Economy, dopo aver collaborato alla stesura di un decalogo di proposte per la prossima legislatura.
Dal contrasto agli sprechi alla promozione di una mobilità più attenta all’ambiente, si vuole chiedere a Governo e Parlamento di passare all’azione per dare vita al più presto all’economia circolare. “Ormai è ampiamente condiviso che la green economy abbia?elevate potenzialità di sviluppo - afferma Edo Ronchi, presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile, impegnato a coordinare gli Stati Generali della Green Economy - C’è però un gap da colmare nella distanza tra quanto queste tematiche vengono considerate importanti dall’opinione pubblica, e il livello di priorità che viene loro dato nell’agenda politica del Paese. La nostra prima richiesta è quindi quella di inserire in modo ufficiale la transizione verso un’economia verde nel programma del Governo e nell’agenda della prossima legislatura”.
Appello condiviso anche da Cobat. “Il Consorzio ha partecipato come membro importante del Consiglio Nazionale della Green Economy alla stesura di queste dieci proposte - ricorda il presidente Giancarlo Morandi - Ognuna rappresenta un tassello cardine di una politica nazionale che voglia davvero essere attenta a un vero sviluppo economico, perché è ormai chiaro che non può esistere sviluppo economico senza un sistema in grado di salvaguardare l’ambiente guardando sia ai processi produttivi, sia ai prodotti che mette a disposizione dei consumatori. L’importante ora - auspica Morandi - è che i partiti politici, chiamati a formare il prossimo Parlamento e il Governo, si facciano realmente interpreti di questa necessità”.
Intanto dall’Europa arrivano segnali incoraggianti. Come confermato in occasione degli Stati Generali, entro fine anno dovrebbe essere approvato il cosiddetto Pacchetto europeo sull’economia circolare.
“Siamo alle battute finali di questa normativa molto importante - conferma l’europarlamentare Simona Bonafè - Spesso ci si concentra sui target di riciclo e di conferimento in discarica, indubbiamente utili, ma questo pacchetto contiene di più, definisce infatti una visione più ampia in grado di favorire finalmente l’indispensabile passaggio verso la circular economy. Il fatto che a Ecomondo ci siano tantissime imprese dimostra che la green economy non è più parte residuale per lo sviluppo economico del Paese”.
In questo scenario Cobat gioca un ruolo sempre più significativo con il proprio impegno nel riciclare e dare una nuova vita a batterie, RAEE, pannelli solari e pneumatici fuori uso. Un’attenzione specifica è rivolta agli accumulatori al litio per l’importanza che essi rivestono nelle auto elettriche, i veicoli della mobilità del futuro. Un tema approfondito in occasione del dibattito con Ancitel Energia e Ambiente sul progetto Charging City, e durante la Conferenza Nazionale su Mobilità e Trasporti sostenibili. Di batterie e veicoli a emissioni zero, Luigi De Rocchi, responsabile Area Studi e Ricerche del Consorzio, ha parlato anche a un gruppo di studenti in visita al padiglione Cobat.
“I ragazzi del Politecnico di Milano sono venuti a trovarci perché questa università sta portando avanti con noi una serie di collaborazioni su più fronti - spiega De Rocchi - Uno è quello della progettazione di una linea di macinazione per le batterie al litio che servirà poi per definire un business plan compiuto di trattamento degli accumulatori, implementando anche i processi idrometallurgici che sono stati messi a punto dal CNR di Firenze. L’altro aspetto riguarda il riutilizzo delle batterie delle auto elettriche per realizzare nuove batterie con scopi applicativi di storage elettrico, quindi di accumulo energetico. Questi ragazzi - aggiunge il responsabile dell’Area Studi e Ricerche Cobat - studiano tecnologie avanzate di remanufacturing, vale a dire di ricostruzione e riassemblaggio di prodotti nell’ottica della circular economy, quindi del recupero di materiali da prodotti a fine vita in grado di avere ancora delle potenziali applicazioni sia nei settori da cui provengono, sia in altri”.
Quella di Cobat a Ecomondo è stata dunque una partecipazione impegnativa su diversi fronti, uniti tra loro dal “filo verde” dell’economia circolare. “Si tratta di un’attività fieristica con molti aspetti - conferma il presidente Morandi - Quelli di approfondimento con le istituzioni italiane, europee e internazionali dei grandi temi dell’ambiente e dello sviluppo, e quelli relativi agli incontri con gli operatori che collaborano con il Consorzio da diverso tempo. Ci sono poi momenti di confronto tra gli?operatori. Ciò che possiamo dire è che noi di Cobat siamo molto soddisfatti perché il nostro stand è sempre molto apprezzato - prosegue Giancarlo Morandi - Ha visto tutti i nostri collaboratori avvicendarsi nell’accogliere le persone che vogliono avere informazioni sui servizi del Consorzio e sull’economia circolare”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore operativo Claudio De Persio. “Per noi partecipare a Ecomondo è sempre un momento importante di confronto e aggregazione - sottolinea De Persio - Indubbiamente il bilancio è molto positivo. Nel nostro stand si può incontrare tutta la rete Cobat, che sistematicamente si alterna per dare informazioni e approfondire temi legati alla nostra attività. Siamo tra i padiglioni più visitati proprio per la nostra professionalità, la simpatia e il contenuto dei nostri progetti”.


Nel dna del sistema Cobat
la garanzia di un successo
Nel 1988 viene istituito Cobat come Consorzio Obbligatorio per le Batterie esauste per poi trasformarsi, con la liberalizzazione del 2008, in un sistema di raccolta e riciclo multifiliera.
L’impegno dei produttori
è prioritario
Senza l’impegno dei produttori a farsi carico economicamente dei progetti dei loro prodotti, in modo che siano completamente riciclabili, e senza analogo impegno economico per diffondere la cultura del riciclo presso tutti gli operatori sarà estremamente difficile ripetere il successo ottenuto con le batterie esauste.
La responsabilità
del produttore
è l’aspetto chiave
Il direttore operativo di Cobat Claudio De Persio:
“Il produttore deve occuparsi non solo del riciclo dei materiali, ma anche del riutilizzo del bene sul mercato”.
15 agosto 2018: cosa cambia
nella gestione dei RAEE
Il Decreto n. 49/2014, presto in vigore, prevede novità importanti nella gestione dei rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.
Riclassificazione
delle categorie
di AEE
Open Scope,
istruzioni per l’uso
Dall’iscrizione al registro AEE alle comunicazioni, dalle nuove “famiglie” di prodotti ai beni esclusi: un prezioso vademecum.
Quali i prodotti esclusi
Esempi e approfondimenti in merito a queste categorie di prodotti AEE esclusi dal decreto legislativo n. 49/14 sono contenuti nel documento pubblicato dal Ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare.
Ambiente, green economy e rifiuti zero nel nuovo
Contratto di Governo
L’accordo politico che ha portato Giuseppe Conte alla guida del Governo prevede anche una parte specifica dedicata all’economia circolare e al contrasto ai reati ambientali.