Testo di: Gea Nogara
COBAT INFORMA

È nato Cogepir,
il consorzio
di smaltimento
dei pirotecnici

Coinvolti nel Consorzio tutti i principali produttori e importatori nazionali di fuochi. Insieme a loro anche UCINA Confindustria Nautica, che ne ha promosso la costituzione, e Cobat.
Ottantadue n°6 Dicembre 2017

Dopo l’intervento del Ministero dell’Ambiente con il DM 101/2016 che, recependo la normativa comunitaria, ha stabilito la responsabilità del produttore di organizzare il ritiro, è nato a fine 2017 Cogepir, il consorzio di gestione dello smaltimento dei pirotecnici.
Il Consorzio vede coinvolti tutti i principali produttori e importatori nazionali. A farne parte - insieme a UCINA Confindustria Nautica, che ne ha promosso la costituzione, e Cobat, Consorzio Nazionale Raccolta e riciclo - i soci fondatori Albatros Srl, Arduino Srl, Canepa & Campi Srl, FDF Nautica Srl, Jonassohn Srl, Mugnaioni Srl e Panzera Sas.
Lo statuto prevede tre categorie di soci, produttori e importatori, altre imprese interessate dalla distribuzione, commercializzazione e smaltimenti dei pirotecnici, associazioni di categoria. A guidare il consorzio è Alberto Osculati, nominato presidente.
“Come presidente dell’Assemblea Accessori di UCINA Confindustria Nautica - spiega il neo presidente - mi sono fatto carico di individuare una soluzione non facile dal punto di vista organizzativo, tecnico e non ultimo anche economico che ha portato appunto alla costituzione del Cogepir. Devo ringraziare le aziende consorziate per il grande contributo. Confidiamo di poter essere operativi con la struttura informatica e la rete sul territorio già a inizio anno, per poter poi procedere al ritiro a cominciare dal secondo trimestre 2018. Nel frattempo auspichiamo l’iscrizione al consorzio di altri soggetti interessati”, conclude Osculati.
Come nel caso dei beni destinati allo smaltimento, sarà previsto un eco contributo, separato dal costo del prodotto e pagato all’acquisto, che andrà a sostenere le operazioni di ritiro e trattamento. Per il solo trasporto di questi rifiuti si rende necessaria la predisposizione di un apposito contenitore omologato.
Viene così finalmente trovata una soluzione per lo smaltimento dei fuochi di soccorso scaduti, prevalentemente utilizzati in ambito nautico e navale, ma anche ferroviario.  
Le unità da diporto devono avere, ad esempio, una dotazione di sicurezza che comprende i cosiddetti segnali di soccorso: razzi a paracadute, fuochi a mano e boette fumogene galleggianti (Regolamento di attuazione del Codice della Nautica da diporto). Il termine di validità dei segnali di soccorso è fissato in quattro anni, raggiunti i quali il prodotto deve essere necessariamente sostituito.
Lo smaltimento dei fuochi di soccorso scaduti ha sempre creato non pochi problemi per l’individuazione dei punti di conferimento (i rivenditori erano tenuti a ritirarli ma poi per loro si aprivano problemi di stoccaggio e altri impedimenti normativi).
Ora anche a questo particolare segmento di prodotto a fine vita si è trovata una soluzione.



Nel dna del sistema Cobat
la garanzia di un successo
Nel 1988 viene istituito Cobat come Consorzio Obbligatorio per le Batterie esauste per poi trasformarsi, con la liberalizzazione del 2008, in un sistema di raccolta e riciclo multifiliera.
L’impegno dei produttori
è prioritario
Senza l’impegno dei produttori a farsi carico economicamente dei progetti dei loro prodotti, in modo che siano completamente riciclabili, e senza analogo impegno economico per diffondere la cultura del riciclo presso tutti gli operatori sarà estremamente difficile ripetere il successo ottenuto con le batterie esauste.
La responsabilità
del produttore
è l’aspetto chiave
Il direttore operativo di Cobat Claudio De Persio:
“Il produttore deve occuparsi non solo del riciclo dei materiali, ma anche del riutilizzo del bene sul mercato”.
15 agosto 2018: cosa cambia
nella gestione dei RAEE
Il Decreto n. 49/2014, presto in vigore, prevede novità importanti nella gestione dei rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.
Riclassificazione
delle categorie
di AEE
Open Scope,
istruzioni per l’uso
Dall’iscrizione al registro AEE alle comunicazioni, dalle nuove “famiglie” di prodotti ai beni esclusi: un prezioso vademecum.
Quali i prodotti esclusi
Esempi e approfondimenti in merito a queste categorie di prodotti AEE esclusi dal decreto legislativo n. 49/14 sono contenuti nel documento pubblicato dal Ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare.
Ambiente, green economy e rifiuti zero nel nuovo
Contratto di Governo
L’accordo politico che ha portato Giuseppe Conte alla guida del Governo prevede anche una parte specifica dedicata all’economia circolare e al contrasto ai reati ambientali.