Testo di: Matteo Filacchione
PUNTO COBAT

Gisca Ecologica per una Sardegna più green

“Per conto del Consorzio raccogliamo pile, batterie e accumulatori industriali. La gente ha capito che anche gli scarti, se riciclati in modo corretto, possono avere un valore”.
Ottantadue n°6 Dicembre 2017

Difendere l’ambiente è una mission di grande importanza, una priorità per tutte le imprese che vogliono guardare al futuro. In Sardegna, viste le caratteristiche naturali del territorio isolano circondato da un mare meraviglioso, lo è forse ancora di più.
Lo sa bene Gisca Ecologica, Punto Cobat con impianti a Olbia e a Sassari, impegnata da quasi 30 anni nel corretto smaltimento e recupero di rifiuti speciali, comprese pile e accumulatori. Un’azienda diventata leader nel settore a livello regionale, dopo essere stata avviata nel 1990 da Gerlando Giuliani, suocero dell’attuale direttore Tonino Salaris. Nell’impresa lavorano anche, con ruoli dirigenziali, Silvia e Rossella Giuliani, figlie del fondatore, insieme a uno staff di 14 dipendenti.
“Gisca Ecologica è stata la prima azienda in Sardegna a occuparsi di raccolta, trasporto, stoccaggio e smaltimento di rifiuti speciali, pericolosi e non - conferma il direttore Salaris - Negli anni questa attività si è allargata a settori affini e strettamente collegati, come la raccolta di filtri olio e aria, stracci e morchie, imballaggi contaminati, toner, contenitori a pressione vuoti, batterie e accumulatori. L’evoluzione delle normative e della tecnica ha imposto un continuo aggiornamento e la conseguente certificazione dei processi che adottiamo. Il nostro lavoro si inquadra nell’ampio contesto nazionale della gestione integrata dei rifiuti coordinata dai consorzi con i quali collaboriamo. Raccogliamo per conto di Cobat pile, batterie, accumulatori industriali, tutti rifiuti potenzialmente molto dannosi per l’ambiente, che possono e devono essere riciclati. Come Punto Cobat lavoriamo per tutto il nord della regione, in particolare per i territori di Sassari e Nuoro”.
Gisca Ecologica rappresenta dunque il presidio a difesa dell’economia circolare in una delle isole più belle d’Italia e d’Europa.
L’attenzione di cittadini e industrie verso il riciclo dei materiali è aumentata, anche in Sardegna. “È stata portata avanti un’importante opera di sensibilizzazione verso questi temi - continua Tonino Salaris - La gente ha capito che anche rifiuti come le batterie devono essere smaltiti in maniera corretta, che piombo e altre componenti non solo sono pericolosi per l’ambiente, ma possono anche essere riutilizzati e quindi avere un nuovo valore. Sempre più persone e ditte si rivolgono alle aziende autorizzate per lo smaltimento. Noi abbiamo anche promosso incontri nelle scuole per sensibilizzare le nuove generazioni sul tema del corretto riciclo dei rifiuti”.
Ci sono però vincoli e problematiche nello smaltimento degli scarti, quelli di un certo tipo non possono essere riciclati direttamente in Sardegna. “Confermo, la Sardegna ha questa peculiarità che presenta aspetti problematici - prosegue il direttore di Gisca Ecologica - Alcune tipologie di rifiuti speciali pericolosi non vengono direttamente smaltiti e trattati in loco. Parliamo degli oli minerali, delle batterie e anche degli oli vegetali. Questi scarti vengono raccolti e portati negli impianti di rigenerazione fuori dalla Sardegna, con spese notevoli per le aziende sarde. Occorre infatti eseguire delle pratiche specifiche per gli imbarchi, avere attestazioni da parte di laboratori chimici per definire esattamente il rifiuto da trasportare. La situazione rispetto ad altre regioni d’Italia da noi è dunque un po’ penalizzante. In altre regioni si viaggia via terra, noi dobbiamo attraversare il mare. Certo garantiamo una maggiore tutela dell’isola e del mare - incalza Salaris - ma il problema dei costi rimane. Speriamo che le istituzioni tengano conto di questo, allo scopo di aiutare le aziende che operano in modo virtuoso a tutela dell’ambiente”.
Nella sua attività di recupero e smaltimento rifiuti, Gisca Ecologica lavora con meccanici, cantieri navali, ristoranti e altre imprese, recuperando inoltre direttamente nelle piattaforme ecologiche rifiuti speciali e non, a partire proprio dalle batterie. Il Punto Cobat di Olbia e Sassari ha inoltre intenzione di attivarsi anche per il recupero dei RAEE. In occasione della tappa sarda del tour Panorama d’Italia, Tonino Salaris ha parlato dell’esperienza della sua azienda quale esempio di eccellenza imprenditoriale nel settore ambientale in una regione che sta dando significativi segnali di ripresa economica.
“Noi abbiamo notato che soprattutto a partire da fine 2016 e inizio 2017 il lavoro è incrementato in modo significativo - sottolinea il direttore di Gisca Ecologica - Perché questo? Forse perché si è sviluppato maggiormente il turismo e migliora l’economia più in generale. Noi abbiamo sott’occhio la raccolta dei rifiuti. Vediamo che i ristoranti stanno lavorando di più, dunque conferiscono molto di più, a partire dagli oli vegetali. Lo stesso vale per le officine meccaniche con i loro scarti. Se aumentano consumi e riciclo dei rifiuti, significa insomma che una ripresa c’è”.
Per ultimo, ma non per importanza, il tema della “Politica integrata” alla quale l’azienda delle famiglie Giuliani e Salaris tiene molto. “Alla base della nostra filosofia imprenditoriale c’è la volontà di fornire un servizio in grado di soddisfare le specifiche esigenze della clientela, garantendo la salute e la sicurezza sul lavoro ai propri dipendenti, e operando sempre nel rispetto dell’ambiente - spiegano i dirigenti di Gisca Ecologica - In quest’ottica l’azienda ha implementato un sistema di gestione conforme agli standard del sistema Qualità Sicurezza Ambiente (QSA) per la raccolta, il trasporto, il deposito preliminare e la messa in riserva di rifiuti speciali. Puntiamo inoltre al miglioramento della gestione dei rifiuti prodotti e al controllo del consumo di risorse idriche ed energetiche”.
Per difendere il suo splendido territorio, la Sardegna può dunque contare su Gisca Ecologica.


Nel dna del sistema Cobat
la garanzia di un successo
Nel 1988 viene istituito Cobat come Consorzio Obbligatorio per le Batterie esauste per poi trasformarsi, con la liberalizzazione del 2008, in un sistema di raccolta e riciclo multifiliera.
L’impegno dei produttori
è prioritario
Senza l’impegno dei produttori a farsi carico economicamente dei progetti dei loro prodotti, in modo che siano completamente riciclabili, e senza analogo impegno economico per diffondere la cultura del riciclo presso tutti gli operatori sarà estremamente difficile ripetere il successo ottenuto con le batterie esauste.
La responsabilità
del produttore
è l’aspetto chiave
Il direttore operativo di Cobat Claudio De Persio:
“Il produttore deve occuparsi non solo del riciclo dei materiali, ma anche del riutilizzo del bene sul mercato”.
15 agosto 2018: cosa cambia
nella gestione dei RAEE
Il Decreto n. 49/2014, presto in vigore, prevede novità importanti nella gestione dei rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.
Riclassificazione
delle categorie
di AEE
Open Scope,
istruzioni per l’uso
Dall’iscrizione al registro AEE alle comunicazioni, dalle nuove “famiglie” di prodotti ai beni esclusi: un prezioso vademecum.
Quali i prodotti esclusi
Esempi e approfondimenti in merito a queste categorie di prodotti AEE esclusi dal decreto legislativo n. 49/14 sono contenuti nel documento pubblicato dal Ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare.
Ambiente, green economy e rifiuti zero nel nuovo
Contratto di Governo
L’accordo politico che ha portato Giuseppe Conte alla guida del Governo prevede anche una parte specifica dedicata all’economia circolare e al contrasto ai reati ambientali.