Testo di: Giancarlo Morandi, Presidente Cobat
EDITORIALE

Meno lacci e lacciuoli alla green economy

I consorzi, come Cobat che da oltre trenta anni opera nel settore, sono pronti a dare all’Amministrazione Pubblica tutta la collaborazione che può essere utile allo sviluppo di una vera economia circolare.
Ottantadue N°1 marzo 2018

“l’Italia è sempre stata esemplare nel fare della limitatezza delle risorse una risorsa e questo è l’orizzonte dell’economia circolare”. Così il primo ministro Paolo Gentiloni alla Green Week di Trento. Il premier ha proseguito dicendo: “In un quadro non privo di contraddizioni siamo competitivi rispetto ai grandi Paesi europei. Siamo messi piuttosto bene sull’efficienza energetica, sul riciclo dei rifiuti, siamo molto avanti rispetto a Germania e Francia come quota di rinnovabili e come utilizzo delle materie seconde”.
Quanto asserito dal primo ministro corrisponde a verità, anzi vogliamo anche ricordare che nel settore del riciclo dei materiali noi siamo primi in Europa.
Quanto è stato fatto dalle imprese italiane è sempre stato la conseguenza di politiche aziendali lungimiranti che sono state capaci di comprendere i problemi dei mercati e le nuove opportunità che le tecnologie hanno messo a disposizione.
Certo l’Italia è stata esemplare per quanto riguarda il suo tessuto imprenditoriale ma purtroppo molto meno per ciò che concerne gli indirizzi politici dei Governi nazionali.
Salvo che nel caso del fotovoltaico i risultati dell’economia italiana nei settori green è stata ottenuta nonostante l’Amministrazione Pubblica e le sue decisioni.
Basta pensare all’attuale situazione in cui versa a Treviso un’impresa all’avanguardia nel riciclo di un prodotto, che con le sue 900.000 tonnellate all’anno intasa le nostre discariche, impresa che non riesce a commercializzare i prodotti che vengono recuperati per la mancanza dei riconoscimenti del caso da parte delle autorità pubbliche competenti.
Basta pensare quante volte negli ultimi anni si sono presi provvedimenti di legge senza il coinvolgimento reale, e non semplicemente formale, degli operatori della green economy, e a quante volte si sono alzati inutili impedimenti amministrativi all’operatività delle aziende impegnate a garantire al Paese uno sviluppo sostenibile da un punto di vista ambientale e sociale.
Saprà il nuovo Governo che i partiti dovranno sostenere dopo le passate elezioni, saprà questo Governo riconoscere il lavoro svolto dalle aziende della green economy e dunque in qualche modo sostenerlo senza costruire nuovi lacci e lacciuoli come purtroppo fatto sinora?
I consorzi, come Cobat che da oltre trenta anni opera nel settore, sono pronti a dare all’Amministrazione Pubblica tutta la collaborazione che può essere utile allo sviluppo di una vera economia circolare che, partendo dalla responsabilità estesa dei produttori, possa garantire all’umanità che popola il nostro pianeta uno sviluppo diffuso, lontano dai cupi scenari alla Blade Runner, uno sviluppo capace di rendere le nostre vite sempre più salubri ed in armonia con tutto l’ambiente sociale e naturale che ci circonda.

Ecomondo.
Cobat verso nuove mete
All’evento internazionale di Rimini il Consorzio ha illustrato la propria scelta di farsi in tre per vincere le nuove sfide dell’economia circolare: Cobat Raee, Cobat Ripa e Cobat Tyre.
Avere o Essere
Oggi sappiamo che se vogliamo garantire un futuro all’uomo su questo pianeta dobbiamo ripensare completamente al nostro modello di sviluppo.
Creare lavoro?
Ci pensa la green economy
Ben 2,2 milioni di nuovi posti nel giro di cinque anni, che arriverebbero a 3,3 calcolando anche l’indotto. Questi i risultati occupazionali che si avrebbero puntando su un sistema produttivo rispettoso dell’ambiente.
Fine vita dei veicoli e tracciabilità. Cobat e CAR viaggiano verso il futuro
De Persio: “Presto operativo un innovativo progetto che permetterà di monitorare in tempo reale il recupero dei materiali nei processi di autodemolizione”.
L’energia solare
scalda il cuore
degli italiani
Stando ai dati raccolti da Fondazione UniVerde, IPR Marketing e Cobat, oltre il 90% dei nostri connazionali crede che le rinnovabili siano le migliori fonti energetiche.
Ambiente e legalità
salgono in cattedra
A Firenze il primo incontro del corso di formazione promosso da Legambiente e Cobat.
Un focus specifico è rivolto alla Legge 68 del 2015 contro gli ecoreati.
Spalmaincentivi
per il fotovoltaico
Il TAR del Lazio ha rimesso alla Corte di Giustizia UE la questione pregiudiziale sul contrasto della “spalmaincentivi” con alcuni principi fondamentali del diritto comunitario.
Amambiente:
“Il nostro impegno per l’economia circolare”
Alla scoperta del Punto Cobat Amambiente. Nata quasi 25 anni fa per commercializzare prodotti per lavanderie, l’azienda è diventata leader nel riciclo di rifiuti in Piemonte, Liguria e Val d’Aosta.
Forum Qualenergia. Economia, istituzioni, imprese e mondo della ricerca a confronto
“Per salvare il Pianeta occorre accelerare la rivoluzione delle rinnovabili”. Questo il messaggio lanciato in occasione del forum promosso a Roma da Legambiente.
La rivoluzione della circular economy tra favole e realtà
Packaging. Oggetto complesso e tecnologicamente avanzato, strumento di orientamento all’acquisto in grado di informare il consumatore sulle caratteristiche del prodotto e della marca.
Goodbye Sistri con
l’inizio del 2019
Un sistema che doveva semplificare e rendere trasparente il ciclo di fine vita dei rifiuti abbattendo anche i costi sostenuti dalle imprese del settore si è rivelato da subito un costoso e maldigerito flop.
Cobat per il sociale
Cobat rinnova anche quest’anno l’impegno nel sociale scegliendo di sostenere con il proprio biglietto di auguri, i progetti di Italian Amala Onlus a favore dei bambini e dei ragazzi profughi tibetani in Ladakh.