Testo di: Matteo Filacchione

La responsabilità
del produttore
è l’aspetto chiave

Il direttore operativo di Cobat Claudio De Persio:
“Il produttore deve occuparsi non solo del riciclo dei materiali, ma anche del riutilizzo del bene sul mercato”.
Ottantadue N°3 luglio 2018

Il ruolo del produttore del bene è sempre più centrale, non più solo per il riciclo e il recupero dei materiali, ma anche per il riutilizzo dei prodotti stessi. La partita decisiva si gioca nel campo del reimmesso al consumo, e anche qui Cobat è pronto a giocare un ruolo chiave”. Claudio De Persio, direttore operativo di Cobat, ha le idee chiare sulla responsabilità estesa del produttore (e dell’importatore) di un bene. Il mondo cambia, è chiamato a vincere la sfida della sostenibilità, e per farlo è necessario puntare sul massimo contenimento possibile dei rifiuti e sul riutilizzo dei prodotti. In una parola: occorre attuare?l’economia circolare. Il recente Pacchetto Europeo sulla Circular Economy va in questa direzione, anche se, come più volte ricordato dai vertici di Cobat durante convegni pubblici, è bene insistere ancora di più sulla responsabilità del produttore chiarendone i contorni, a partire dal settore delle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, oggetto delle importanti novità legate all’Open Scope.
“In questo settore tutto dipende dalle normative europee che il nostro Paese è poi chiamato a recepire - spiega Claudio De Persio - La responsabilità estesa del produttore consiste nel fatto che il produttore, o comunque l’importatore del bene, deve occuparsi del prodotto immesso al consumo dalla sua nascita al fine vita, deve farsi carico dei costi dall’inizio alla fine di questo percorso. L’Europa ha ora stabilito che questo processo non si conclude più con il semplice riciclo dei materiali, ma occorre arrivare al loro riutilizzo”. Il produttore deve quindi fare in modo che i costi non gravino sulla comunità e che non si disperdano materiali inquinanti nell’ambiente, dando una nuova vita ai beni di cui si occupa. Una responsabilità che può però rivelarsi anche un’opportunità. Il produttore può infatti cercare di riappropriarsi del valore economico del bene giunto a fine vita per riutilizzarlo, per reimmetterlo nella propria filiera. “Questo vuol dire che in breve tempo potremo assistere a un’evoluzione importante del sistema produttivo e commerciale, a una concezione completamente diversa - aggiunge De Persio - non più rifiuto, ma un bene rifiuto, un bene rifiuto che si può trasformare tranquillamente in un prodotto da riutilizzare, magari in un altro mercato, con altre regole, ma comunque un prodotto che potrebbe non avere mai fine. Si tratta di un cambiamento epocale, si tratta di dare davvero vita a quell’economia circolare nella quale Cobat crede da trent’anni”.
Come ogni cambiamento che apre la strada verso un futuro migliore, bisogna però fare i conti con difficoltà da affrontare durante il percorso e con nuove sfide da vincere. “La normativa per gli operatori del settore deve essere più chiara - auspica il direttore operativo di Cobat - non parlo tanto di semplificazione, ma di chiarezza, della necessità di avere un testo normativo ad hoc per quanto riguarda il reimmesso al consumo dopo l’attività di raccolta, con procedure di verifica e controllo. Sono convinto che le quote di riutilizzo dei beni aumenteranno presto, raggiungendo livelli importanti. Il futuro vedrà gli impianti che trattano i rifiuti riorganizzarsi per trasformare gli scarti in nuovi prodotti da riportare sul mercato”. Da qui un altro auspicio da parte di Claudio De Persio: “Occorre fare di più per liberalizzare il mercato, è necessario creare un sistema meno incatenato dal Centro di Coordinamento. Se il meccanismo del riuso viene avviato bene, in modo chiaro e corretto, avremo vantaggi non solo per l’ambiente, ma anche per l’economia. I produttori, come accennavo prima, potranno infatti ottenere ricavi da questo processo, nella logica dell’economia circolare”.
Il tema della responsabilità del produttore riguarda da vicino anche la gestione e il riciclo?dei rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. In questo settore Cobat RAEE vuole continuare a crescere fornendo servizi sempre più all’avanguardia ai propri partner. “Le AEE rappresentano un settore importante per Cobat, con risultati significativi soprattutto per quanto concerne il domestico - precisa De Persio - I numeri della nostra attività sono importanti, anche se vanno letti all’interno di una visione d’insieme e di una situazione in continua evoluzione che ci vede pronti alle nuove sfide. Per quanto riguarda il reimmesso al consumo il Consorzio è in crescita, ed è questo ciò che conta”. 
Da questo punto di vista sono molto interessanti i dati riportati nel recente Rapporto Cobat presentato poche settimane fa a Roma. Gli oltre 1.300 punti di raccolta gestiti in tutta Italia hanno prodotto più di 13.000 tonnellate di RAEE facendo registrare una flessione rispetto al 2016. Tale flessione è dovuta in massima parte a una sovraraccolta effettuata dal Consorzio nel cosiddetto Raggruppamento R2 (“Grandi Bianchi” come frigoriferi e lavatrici) la quale, per necessità di compensazione, ha determinato anche nel 2017, così come si era già verificato nel 2016, l’attribuzione di minori Punti di Raccolta in questo ambito da parte del Centro di Coordinamento RAEE. Si registra un’altra leggera flessione nel Raggruppamento R3, dovuta a un mutamento tecnologico iniziato negli ultimi anni, che ha comportato la diminuzione nei centri di raccolta dei monitor a tubo catodico e l’aumentare di quelli a schermo piatto. 
In controtendenza rispetto al leggero calo di questi settori, nel 2017 si è poi registrato un significativo incremento nei Raggruppamenti R1 e R5, rispettivamente del 49% e del 119%. Questo importante risultato deriva dall’adesione al Consorzio da parte di nuovi produttori e importatori, con la conseguente crescita dell’immesso al consumo dichiarato da Cobat. Ma i dati interessanti raccolti nel Rapporto 2017 in merito ai RAEE non finiscono qui. Nonostante la diminuzione dei quantitativi raccolti, il Raggruppamento R3 (TV e monitor) con oltre 8.000 tonnellate, resta in assoluto il settore in cui il Consorzio registra la maggior quantità raccolta. La raccolta dei RAEE professionali presso i clienti dei propri soci, invece, è svolta direttamente dal Cobat attraverso la propria rete di Punti Cobat. I RAEE professionali raccolti sono passati dalle 161 tonnellate del 2016 alle 1.360 del 2017. Questo incremento  è il risultato, da un lato, dell’avvio di progetti speciali con gli iscritti, dall’altro dell’attivazione di un servizio di ritiro dei RAEE da parte dei Punti Cobat ai propri clienti.


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