Testo di: Matteo Filacchione

Nel dna del sistema Cobat
la garanzia di un successo

Nel 1988 viene istituito Cobat come Consorzio Obbligatorio per le Batterie esauste per poi trasformarsi, con la liberalizzazione del 2008, in un sistema di raccolta e riciclo multifiliera.
Ottantadue N°3 luglio 2018

DA TRENT’ANNI IN CAMPO PER L’ECONOMIA CIRCOLARE, ORA IL CONSORZIO SI FA IN TRE PER VINCERE LE SFIDE FUTURE

Un impegno trentennale nella corretta gestione del fine vita dei beni immessi sul mercato, con una “mission” chiara: rendere le aziende protagoniste dell’economia circolare trasformando i loro prodotti diventati rifiuti in nuove materie prime. Può essere sintetizzata così l’attività che Cobat porta avanti dal 1988, offrendo importanti servizi alle imprese e garantendo la difesa dell’ambiente. Si tratta in particolare di servizi integrati e personalizzati di raccolta, trattamento e avvio al riciclo di pile e accumulatori esausti, rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), moduli fotovoltaici e pneumatici fuori uso (PFU). Azioni concrete dal punto di vista operativo accompagnate da una serie di iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica in merito all’importante tema della sostenibilità. Efficienza, innovazione e capacità di guardare avanti sono i valori che hanno portato il Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo a crescere e ad affermarsi sul mercato. Elementi cardine del Dna del sistema Cobat che per vincere le nuove sfide del futuro ha ora deciso di farsi in tre creando Cobat RIPA, Cobat RAEE e Cobat TYRE. Ripercorriamo alcuni dei momenti più importanti di questa attività trentennale a presidio dell’economia circolare.  
Nel 1988 viene istituito Cobat come Consorzio Obbligatorio per le Batterie esauste per poi trasformarsi nel 2008, in seguito al decreto legislativo 188/08 che stabilisce la liberalizzazione del mercato, in un Sistema di raccolta e riciclo multifiliera. Il provvedimento, che recepisce la direttiva comunitaria 2006/CE su pile e accumulatori giunti a fine vita, affianca a Cobat, fino a qual momento soggetto unico, altri Sistemi in grado di gestire questa categoria di rifiuti.
Già leader nel settore delle batterie, il Consorzio aderisce nel 2011 al Centro di Coordinamento RAEE aprendosi così al mercato dei rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, e avviando l’attività di gestione di questa tipologia di prodotti a fine vita. Grazie alla propria professionalità, Cobat riesce a diventare uno dei primi cinque Sistemi di raccolta e riciclo di RAEE in Italia. 
La capacità di guardare al futuro e di affrontare con sicurezza nuove sfide porta poi il Consorzio ad avviare la prima filiera italiana per il riciclo dei moduli fotovoltaici, inseriti nella categoria dei RAEE con il decreto legislativo 49/14 attuativo della direttiva 2012/19/UE. Correva l’anno 2011 e Cobat agì in anticipo sulla normativa, attestandosi leader in soli tre anni in termini di quota mercato rappresentata. Il Consorzio venne riconosciuto da produttori e importatori di impianti fotovoltaici partner indispensabile perché in grado di gestire tutte le componenti (moduli, batterie e inverter) del prodotto a fine vita. La crescita non si arresta qui. Nel 2015 Cobat viene riconosciuto dal Comitato per la Gestione degli Pneumatici Fuori Uso (PFU), ente istituito dal Ministero dell’Ambiente presso l’Aci - Automobile Club d’Italia, come soggetto abilitato alla gestione degli PFU provenienti da autodemolizione.
Il Consorzio è diventato così una delle realtà più importanti della green economy italiana. In trent’anni di attività ha gestito più di 5 milioni di tonnellate di rifiuti - 20 volte il peso del Colosseo - di batterie esauste, RAEE e pneumatici fuori uso. Solo nel 2017 sono state oltre 140.000 le tonnellate di prodotti tecnologici trasformati in nuove risorse. Attraverso un network logistico e di impianti diffusi in modo capillare sul territorio nazionale, Cobat garantisce dunque un servizio efficiente di raccolta, stoccaggio e avvio al riciclo di qualsiasi tipologia di rifiuto, ottimizzando i costi e abbattendo le emissioni in atmosfera con ritiri “a chilometro zero”. Sono oltre 70 i punti Cobat, aziende autorizzate alla raccolta e allo stoccaggio degli scarti, selezionate dal Consorzio, e 24 gli impianti di recupero e trattamento partner, distribui-ti in modo omogeneo in tutta Italia. In questo modo Cobat è in grado di garantire i più alti standard qualitativi a ogni latitudine, con un servizio ritagliato sulle esigenze logistiche e organizzative di ogni impresa. È questo il sistema Cobat: una grande piattaforma italiana di servizi per l’economia circolare. In questo sistema risiede quel Dna garanzia di successo legato all’esperienza accumulata negli anni, all’efficienza comprovata sul campo e alla capacità di evolvere e cambiare la propria identità garantendo sempre la massima professionalità. Da qui la scelta di creare tre realtà specifiche all’interno dell’Universo Cobat per avvicinare al meglio lo strumento tecnico consortile alle esigenze dettate dalle nuove normative europee sulla circular economy e sulla responsabilità estesa del produttore.
Cobat RIPA rappresenta il più importante consorzio italiano per la raccolta e il riciclo di pile e accumulatori esausti, che si avvale dell’esperienza trentennale del Consorzio nella gestione del fine vita di questa tipologia di prodotti. Consorzio di diritto privato, senza scopo di lucro, coerente alle disposizioni di legge imposte ai Sistemi Collettivi, in relazione al decreto legislativo 188/2008, è un sistema di raccolta e riciclo accreditato al Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori (CDCNPA). Leader del mercato, gestisce oltre la metà delle pile e degli accumulatori immessi al consumo nel nostro Paese.
Cobat RAEE è invece il consorzio per la raccolta e il riciclo dei rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (AEE), inclusi i moduli fotovoltaici, che si avvale dell’esperienza trentennale di Cobat nella gestione del fine vita di questi prodotti. Consorzio di diritto privato, senza scopo di lucro, coerente alle disposizioni di legge imposte ai Sistemi Collettivi di finanziamento, in relazione al Decreto Legislativo 49/2014, è un sistema di raccolta e riciclo accreditato al Centro di Coordinamento RAEE (CDCRAEE).
Cobat TYRE, infine, è una società consortile, regolamentata dal decreto ministeriale n. 82 dell’11 aprile 2011, per la raccolta e il riciclo degli pneumatici fuori uso, che si avvale dell’esperienza trentennale di Cobat nella gestione del fine vita di questa tipologia di prodotti.
Parallelamente a queste tre novità, Cobat ha inoltre promosso la nascita del nuovo consorzio Cogepir per la gestione del fine vita dei fuochi di segnalazione e pirotecnici.
La gestione operativa di tutte le attività di raccolta e avvio al riciclo sarà affidata a Cobat, la grande piattaforma italiana di servizi per l’economia circolare, che continuerà a offrire servizi integrati per la gestione dei rifiuti a tutte le aziende interessate.
Dal punto di vista dei servizi Cobat aiuta dunque le aziende in modo concreto e su più fronti a perseguire uno sviluppo sostenibile che apporti benefici non solo all’ambiente, ma all’intero sistema economico nazionale. In questo quadro ben si inseriscono gli accordi con grandi associazioni di categoria che permettono a decine di migliaia di imprese di usufruire dei servizi di raccolta in maniera semplificata attraverso un’apposita piattaforma web. E poi ancora la collaborazione con i produttori di beni per trovare nuove soluzioni dedicate agli utenti finali: uno dei migliori esempi è Cobat Zero Waste, progetto che permette all’acquirente finale di attivare una garanzia sul fine vita del bene comprato e successivamente richiedere il ritiro attraverso una semplice procedura online.
Non solo servizi però, l’impegno di Cobat è anche ricerca e promozione di una cultura ambientale. Insieme al CNR e al Politecnico di Milano, il Consorzio ha infatti avviato una serie di studi per dare una nuova vita alle batterie al litio, e per individuare le migliori soluzioni possibili nel campo dello storage, riutilizzando gli accumulatori a fine vita come strumento di ricarica delle auto elettriche. L’obiettivo è promuovere una mobilità sostenibile rendendo meno costose le batterie dei veicoli a emissioni zero e potenziando le stazioni di ricarica. Cobat ha inoltre lavorato alla sottoscrizione della Carta Metropolitana della Mobilità Elettrica in occasione di E-Mob, la Conferenza nazionale sull’elettromobilità svoltasi al Castello Sforzesco di Milano nel maggio del 2017. Qui Comuni ed enti locali hanno firmato impegni precisi per favorire la diffusione dei veicoli green. Da oltre vent’anni Cobat partecipa inoltre con un proprio stand a Ecomondo, la grande fiera internazionale della green economy che si tiene a Rimini. 
La sensibilizzazione verso i temi dell’economia circolare e della difesa dell’ambiente è passata in questi 30 anni anche da tante altre iniziative: incontri nelle scuole e nelle università, l’adesione al tour Panorama d’Italia per parlare delle eccellenze ambientali del nostro Paese, il sostegno al concorso Obiettivo Terra dedicato ai Parchi, alle Aree Marine protette e alle meraviglie naturalistiche d’Italia. La vocazione all’ecostenibilità ha poi portato Cobat ad essere protagonista di importanti missioni anche a livello internazionale. Su tutte, la Top Recycling Mission, spettacolare impresa realizzata nell’autunno 2013 dal Consorzio e dal Comitato EvK2CNR: un viaggio di 18 giorni per sostituire i moduli fotovoltaici e le batterie che alimentano il Laboratorio - Osservatorio Internazionale Piramide, voluto nel 1987 da Ardito Desio per lo studio dei cambiamenti climatici e ambientali, ai piedi del versante nepalese dell’Everest a 5.050 metri di quota. 
In Italia, una delle imprese più significative targate Cobat è stata la campagna “Niente leghe sotto i mari” che nel biennio 2007-2008 portò al recupero di batterie al piombo, oltre a un repertorio sconcertante di altri rifiuti, da alcuni dei porti più belli del Sud Italia, iniziando con la bonifica dei porti di Formia e di Lipari. Sempre nel nostro Paese un altro intervento complesso e dai risultati importanti è stato quello del dicembre 2013 quando, grazie a una delicata operazione in elicottero, vennero recuperate una serie di grandi batterie dal Rifugio Ponti in Val Masino, a quota 2.559 metri. Il tutto senza dimenticare la solidarietà e le attività umanitarie, dalla Missione Perù del 2005 per contribuire allo sviluppo di una regione rurale andina, al sostegno diretto alla onlus Italian Amala, impegnata a portare aiuti e speranza ai bambini tibetani orfani e bisognosi del Ladakh.
Tutto questo, e altro ancora che non è stato possibile sintetizzare in poche pagine, rappresenta il tesoro di esperienza, servizi, attività realizzate e risultati ottenuti in questi 30 anni. Un patrimonio dal quale il Consorzio vuole attingere per crescere ancora di più e per conquistare nuove vittorie in futuro in nome dell’economia circolare e della difesa dell’ambiente. Per il bene dell’Italia e del Pianeta.

Nel dna del sistema Cobat
la garanzia di un successo
Nel 1988 viene istituito Cobat come Consorzio Obbligatorio per le Batterie esauste per poi trasformarsi, con la liberalizzazione del 2008, in un sistema di raccolta e riciclo multifiliera.
L’impegno dei produttori
è prioritario
Senza l’impegno dei produttori a farsi carico economicamente dei progetti dei loro prodotti, in modo che siano completamente riciclabili, e senza analogo impegno economico per diffondere la cultura del riciclo presso tutti gli operatori sarà estremamente difficile ripetere il successo ottenuto con le batterie esauste.
La responsabilità
del produttore
è l’aspetto chiave
Il direttore operativo di Cobat Claudio De Persio:
“Il produttore deve occuparsi non solo del riciclo dei materiali, ma anche del riutilizzo del bene sul mercato”.
15 agosto 2018: cosa cambia
nella gestione dei RAEE
Il Decreto n. 49/2014, presto in vigore, prevede novità importanti nella gestione dei rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.
Riclassificazione
delle categorie
di AEE
Open Scope,
istruzioni per l’uso
Dall’iscrizione al registro AEE alle comunicazioni, dalle nuove “famiglie” di prodotti ai beni esclusi: un prezioso vademecum.
Quali i prodotti esclusi
Esempi e approfondimenti in merito a queste categorie di prodotti AEE esclusi dal decreto legislativo n. 49/14 sono contenuti nel documento pubblicato dal Ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare.
Ambiente, green economy e rifiuti zero nel nuovo
Contratto di Governo
L’accordo politico che ha portato Giuseppe Conte alla guida del Governo prevede anche una parte specifica dedicata all’economia circolare e al contrasto ai reati ambientali.