Testo di: Redazione Cobat
COBAT INFORMA

Circular Economy, continuano i corsi per giornalisti

Prossimo appuntamento il 15 novembre a Roma, presso la sede di Società Umanitaria. Quest’anno focus sul Pacchetto Europeo sull’Economia Circolare.
Ottantadue n°4 ottobre 2018

L’economia circolare si fonda sul concetto di riciclo, settore spesso citato dai media, ma poco conosciuto, o conosciuto solo superficialmente. Per questo motivo è nato “Comunicare l’ambiente al tempo dell’economia circolare: nozioni, fonti e norme”, corso di aggiornamento per giornalisti professionisti valido per il riconoscimento dei crediti professionali. Il ciclo di incontri, arrivato quest’anno alla sua terza edizione, ha fino ad oggi coinvolto oltre 200 giornalisti per un totale di 20 ore di formazione a Milano, Napoli e Roma, con un focus sulle attività di Cobat.
“Comunicare l’ambiente al tempo dell’economia circolare” è organizzato in collaborazione con Centro per lo Sviluppo Sostenibile, Agicon e Società Umanitaria, che ha ospitato gli incontri presso le sue sedi in diverse città d’Italia. Ogni giornata è organizzata in 5 ore di lezione, dalla mattina fino al primo pomeriggio, e permette di ottenere 5 crediti formativi nell’ambito della Formazione Professionale Continua obbligatoria per gli iscritti all’Ordine dei Giornalisti.
Dopo l’incontro a Milano di luglio, il prossimo appuntamento è previsto a Roma, in via Ulisse Aldovrandi 16, nella sede capitolina di Società Umanitaria.
Il corso si prefigge di fornire ai giornalisti le nozioni fondamentali per comprendere e poter comunicare i meccanismi alla base dei sistemi di raccolta e riciclo di prodotti tecnologici in Italia. Nel corso degli incontri viene fornita una panoramica della normativa che regolamenta il settore, delle responsabilità dei produttori di beni e dei diritti dei cittadini. Sono introdotti i concetti di rifiuti a costo e rifiuti a valore, con esempi pratici che permettono di capire gli effetti economici del riciclo. Presente anche un focus sul futuro del riciclo, con un approfondimento sulle ricerche scientifiche volte al recupero di nuovi prodotti tecnologici. Infine spazio anche alla comunicazione e alla selezione e verifica delle fonti, con suggerimenti su come e dove reperire le notizie del settore.
La novità di quest’an-no è il lungo approfondimento dedicato al Pacchetto Europeo sull’Economia Circolare, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea a giugno 2018 e che l’Italia dovrà recepire entro luglio 2020.
La fase finale di un percorso iniziato a dicembre 2015, con l’adozione da parte della Commissione europea di un nuovo e ambizioso pacchetto di misure per incentivare la transizione dell’Europa verso un’economia circolare, che ne rafforzerà la competitività a livello mondiale e stimolerà la crescita economica sostenibile e la creazione di nuovi posti di lavoro.
Non si tratta solo di una ridefinizione dei target di riciclo, ma di un cambio di paradigma culturale, con termini come “rifiuto” e “responsabilità estesa del produttore” che assumono nuovi significati. Una rivoluzione che avrà degli effetti epocali sull’economia di tutta l’Europa, Italia inclusa. Per riuscire a raccontare come l’Italia si adeguerà a questo cambiamento (dall’iter della legge di recepimento al consolidamento di un settore emergente che in realtà è già forte nel Paese), non ci si può limitare ai numeri dei pur importanti target di riciclo. È fondamentale comprendere la cornice normativa e gli impatti economici del Pacchetto.
A guidare i giornalisti in questo viaggio nel cuore dell’economia circolare sono Giancarlo Morandi, presidente di Cobat, e Michele Zilla, direttore generale del consorzio, coadiuvati nella parte relativa a informazione e fonti dall’Ufficio Comunicazione di Cobat.
La spinta propulsiva per un corso ad hoc dedicato all’economia circolare è arrivata da Società Umanitaria, che ha deciso di coinvolgere Cobat in questa avventura. Si tratta di una delle istituzioni storiche di Milano: ente morale, è nata nel 1893 grazie al lascito testamentario di Prospero Moisè Loria, mecenate mantovano, che con l’aggettivo “umanitaria” non intendeva una semplice assistenza sotto forma di beneficenza, ma un’assistenza operativa, che fosse in grado di “mettere i diseredati, senza distinzione, in condizione di rilevarsi da sé medesimi, procurando loro appoggio, lavoro ed istruzione”.
Da allora, l’Umanitaria si è fatta conoscere con oltre cento anni di battaglie sociali, sempre a fianco dei più deboli, coniugando assistenza e lavoro, impegno sociale ed istruzione, progresso e formazione, emancipazione e cultura.
Oggi come allora, l’impronta Società Umanitaria rimane costante: “anticipare, sperimentare, risolvere”. L’ente prosegue la sua opera con una intensa attività sociale e culturale. Per intervenire sul territorio, tra Milano, Napoli, Roma e la Sardegna, si sta mettendo a frutto una progettualità diversificata su vari fronti di intervento - dal disagio scolastico alla formazione professionale, dall’avviamento al lavoro alla promozione dei giovani - grazie ad un’equipe di esperti attivi in vari settori ed ai tanti sostenitori che, idealmente e materialmente, fanno sentire la loro partecipazione e il loro appoggio. Da tre anni un nuovo impegno: quello dell’economia circolare.

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