Testo di: Matteo Filacchione
XI edizione

Forum Qualenergia. Economia, istituzioni, imprese e mondo della ricerca a confronto

“Per salvare il Pianeta occorre accelerare la rivoluzione delle rinnovabili”. Questo il messaggio lanciato in occasione del forum promosso a Roma da Legambiente.
Ottantadue n°5 Dicembre 2018

Undicesima edizione per il Forum “QualEnergia” organizzato all’Ara Pacis di Roma da Legambiente, Cobat, Editoriale La Nuova Ecologia e Kyoto Club. Due giornate durante le quali il tema principale è stato “Accelerare la rivoluzione energetica”. Oggi più che mai, di fronte ai pericoli legati a inquinamento e mutamenti climatici, è infatti necessario passare dall’utilizzo di energie fossili alle rinnovabili, da un sistema produttivo di tipo lineare all’economia circolare, dalla mobilità con carburanti tradizionali a quella elettrica. Un cambiamento che porterebbe vantaggi sia all’ambiente e quindi alla vivibilità di paesi e città, sia all’economia con più posti di lavoro e bollette meno care. Lo hanno detto relatori e partecipanti al convegno che anche questa volta ha avuto rilevanza nazionale coinvolgendo mondo delle imprese, istituzioni, consorzi, ricercatori e associazioni.
«La necessità di accelerare verso le energie pulite risulta non solo dagli studi delle autorità che si occupano di ambiente e dagli organismi internazionali, ma dal comportamento della natura stessa - esordisce Stefano Ciafani, presidente di Legambiente - Basta vedere, purtroppo, gli effetti dei cambiamenti climatici e del maltempo, sia all’estero che nel nostro Paese, dal miniuragano davanti al porto di Salerno alla terribile ondata di vento che ha abbattuto gli alberi nel Nord-Est. Bisogna intervenire subito, azionare le leve del cambiamento. Quello in carica è un Governo che parla molto di cambiamento. Chiediamo quindi all’Esecutivo di agire, di avere davvero coraggio, per esempio spostando i flussi di denaro pubblico dalle fonti inquinanti alle energie pulite. Serve inoltre un cambio di cultura a livello nazionale - incalza Ciafani -per sostenere le imprese virtuose e per affrontare la paura dei cittadini che talvolta non capiscono l’importanza di creare impianti energetici rinnovabili per chiudere quelli fossili». 
La strada verso la decarbonizzazione è intanto stata imboccata dall’Europa, con una roadmap precisa in termini di tempistiche e obiettivi. «Proprio in questi giorni (fine novembre 2018 ndr), l’Unione Europea definisce il percorso per decarbonizzare totalmente l’economia del nostro continente entro il 2050 - spiega Gianni Silvestrini, direttore scientifico di QualEnergia e Kyoto Club - Siamo davanti a un qualcosa di incredibile e di molto importante. Si tratta della possibilità, o meglio della necessità, di far viaggiare le automobili, di far lavorare le industrie, di climatizzare gli edifici senza emissione di carbone nel giro di 30 anni. I benefìci per la natura e per tutti noi saranno di grande portata».
Anche secondo Enel l’obiettivo 2050 per quanto riguarda la decarbonizzazione è credibile, ma occorre una “cabina di regia” in grado di coordinare e favorire questa rivoluzione green verso le rinnovabili. Una rivoluzione che porterebbe guadagni anche alle tasche degli italiani, un aspetto importante troppe volte lasciato in secondo piano quando si parla di lotta all’inquinamento. «A mio parere l’obiettivo del 2050 è assolutamente credibile - sottolinea Carlo Tamburi, direttore Italia Enel - Ci sono diverse componenti della politica e dell’economia che si devono mettere intorno a un tavolo e ragionare con una visione strategica di lungo termine. Parlare di “cabina di regia” è un modo per dire: teniamo bene al centro del dibattito politico, economico e industriale questo tema. Si tratterà di fare dei grandi investimenti di produzione, di tecnologia, di digitalizzazione sulle reti, di batterie, di mobilità sostenibile che possono rivelarsi anche una grande opportunità di crescita per il Paese. In questo senso io auspico una visione complessiva. Le rinnovabili - aggiunge Tamburi - rappresentano inoltre un’opportunità per ridurre, complessivamente e nel lungo termine, il costo della bolletta per gli italiani. Questo perché avremmo una minore dipendenza dall’estero per quanto riguarda l’importazione di energia, con una maggiore stabilità e una possibile riduzione dei prezzi. Quindi avere energia prevedibile e a costo più contenuto è un fattore di competitività per il nostro Paese». 
Temi ripresi anche da Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, al quale è toccato il compito di coordinare le due giornate di lavori. «Occorre capire quali decisioni intraprendere, cosa può fare ognuno in questa transizione green che porterebbe all’Italia dei vantaggi incredibili - dichiara Edoardo Zanchini - Al Forum “QualEnergia” abbiamo illustrato con uno studio come, semplicemente riuscendo a ridurre le importazioni di petrolio e gas dall’estero a favore di energie rinnovabili, avremmo solo da guadagnarci. Non solo da un punto di vista ambientale, ma anche economico, con bollette meno care, maggiore produzione interna, più lavoro. Insomma, questa rivoluzione rappresenta una grande opportunità per il nostro Paese».
Nella seconda giornata di lavori del Forum è intervenuto anche il presidente di Cobat Giancarlo Morandi sottolineando il ruolo chiave dell’economia circolare e della mobilità sostenibile in questa accelerazione verso l’energia pulita. E anche in merito alla diffusione dei veicoli elettrici c’è un obiettivo preciso, una data entro la quale non dovranno più circolare veicoli diesel: il 2040.
«Siamo ancora agli inizi di questo cambiamento di paradigma del sistema di produzione che tutti ormai chiamiamo economia circolare - ricorda Giancarlo Morandi - Mentre ci sono organizzazioni come la nostra che nel campo delle batterie esauste al piombo applicano la circular economy ormai da 30 anni, ci sono altri ambiti completamente diversi dove il cammino da compiere è ancora lungo e nei quali vanno risolte problematiche importanti. Un aspetto chiave riguarda le responsabilità del produttore. Il disegno dell’economia circolare prevede infatti che alla partenza di un processo economico i produttori si facciano carico di progetti tali da rendere i loro prodotti riciclabili a fine vita. Oltre a un impegno maggiore da parte dei diretti interessati nel fare questo, Governo e istituzioni dovrebbero impegnarli nelle attività di informazione e di ricerca di nuovi processi di riciclo».
Al convegno nazionale di Roma diversi relatori hanno chiesto al Governo maggiore coraggio e più azioni concrete per accelerare la rivoluzione energetica. Davide Crippa, sottosegretario allo Sviluppo Economico, ha cercato di dare rassicurazioni soprattutto in merito alla mobilità sostenibile. «Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale il Governo ha deciso di investire sull’elettrico con aiuti mirati - precisa Davide Crippa - Sul fronte del la mobilità privata stiamo valutando quali possano essere gli strumenti migliori per promuovere dei sistemi incentivanti. Stiamo attendendo le valutazioni del MEF sulla congruità economica di alcune proposte. Alcuni interventi necessitano di coperture, altri non avrebbero costi aggiuntivi, penso per esempio al “bonus malus” studiato a favore dei veicoli a emissioni zero. In questa materia stiamo osservando anche le scelte adottate in altri Paesi».

Ecomondo.
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