Testo di: Matteo Filacchione

Thundervolt,
il tuono corre
sulle due ruote

Grande interesse per l’azienda produttrice di moto elettriche che guarda all’ambiente e al futuro. Oggi realizza veicoli che corrono solo in pista, ma è pronta ad aprirsi nuove strade.
Ottantadue n°2 Giugno 2019

Quando sei anni fa sono diventato padre la mia sensibilità verso i temi ambientali è cresciuta ancora di più. Unendola alla passione per le moto, insieme ad altri due amici ho deciso di dare vita a Thundervolt». 
Con queste parole Loris Reggiani, campione di motociclismo, parla della sua recente attività imprenditoriale che lo vede al fianco di Giuseppe Sassi, compaesano della provincia di Forlì, e del lecchese Bruno Greppi.
Il primo, classe 1959, è stato pilota del motomondiale, ex commentatore tecnico e costruttore di Rosine, auto con quattro motori Yamaha 1000. Il secondo è costruttore di minimoto, motori per barche radiocomandate e ora anche di moto elettriche. Il terzo ha invece una storia da meccanico e preparatore di auto da rally, si è dedicato anche alla costruzione di veicoli elettrici, spaziando dai natanti agli alianti, dai trattori tagliaerba ai furgoni ibridi con turbina a gas.
«Più che altro siamo artigiani delle due ruote - spiega Reggiani - Insieme abbiamo ideato questo marchio di moto elettriche che prende il nome da Thunder, il tuono, e Volt, l’unità di misura della tensione elettrica.
Tutto ciò è anche espressione di grinta, potenza e forza, tutte caratteristiche che potete ritrovare nei nostri veicoli». Le moto ideate da Reggiani, Sassi e Greppi - tre “ragazzi sessantenni” pazzi per le due ruote, come amano definirsi loro stessi - viaggiano solo su pista e non sono omologate per la strada.
«Un altro motivo che ci ha spinto a vivere questa avventura è il fatto che mia sorella Katia possiede un kartodromo vicino a Forlì - continua Loris Reggiani - I mezzi in prova facevano rumore, suscitando le proteste del vicinato. Allora abbiamo pensato a queste nuove moto a emissioni e rumori zero». 
L’essere silenziose è infatti una delle principali caratteristiche delle moto elettriche. «All’inizio guidare un mezzo che non emette rumori è molto strano, mette quasi i brividi - incalza l’ex campione - Piano piano anche queste moto a emissioni zero riescono poi ad accendere l’adrenalina e a regalare emozioni in pista. Sono infatti veicoli divertenti in grado di stimolare sensazioni molto simili, e a volte perfino migliori, di quelle delle moto tradizionali». 
Il marchio Thundervolt è nato un anno e mezzo fa e si sta già affermando. «Siamo i primi sul mercato e il prodotto piace, anche se non è facile promuovere una novità di questo tipo, la gente sta ancora alla finestra per vedere come si evolve il settore - aggiunge Reggiani - Questo non toglie che il futuro appartiene ad auto e moto elettriche, è solo una questione di tempo, e noi ci crediamo. E poi, come accennavo, è giusto insistere su questa strada anche da un punto di vista ambientale e di sostenibilità. Molto ruota intorno ai costi, a partire da quelli significativi delle batterie». 
Un tema caro a Cobat, con il quale Thundervolt ha già avviato una collaborazione. «La nostra impresa ha lavorato alla progettazione della batteria delle moto elettriche, realizzata poi in Cina per motivi tecnici - fa sapere Reggiani - Per l’importazione nei termini di legge si è resa necessaria una collaborazione con il Consorzio, con il quale ci stiamo trovando bene». 
In attesa di nuove proposte per il futuro, i tre sessantenni hanno già ideato la moto “Bellissima”, le cui caratteristiche sono state illustrate sul sito di Thundervolt. «La progettazione e la realizzazione hanno richiesto due anni di studi e prove accurate - spiegano Greppi, Sassi e Reggiani - Sono stati realizzati un paio di prototipi, apportando successivamente modifiche e miglioramenti continui, fino alla definizione di NK-E, una naked con ruote da 12’’. Bellissima!». 
Dai dati riportati e dalla descrizione degli aspetti tecnici balzano subito all’occhio la qualità e la carica innovativa del veicolo. «Come in una vera moto da competizione, tutti i dettagli sono stati curati e studiati con grandissima attenzione: la sensazione è quella di un modello da corsa - aggiungono gli ideatori - Alcuni particolari tecnici lo confermano, come il forcellone monobraccio, a traliccio di tubi ad alto resistenziale, che sostiene il motore inserito nel mozzo di un cerchio a razze in lega di alluminio smontabile con cinque viti di tipo automobilistico. La potenza continuativa di 4 KW e un picco di 8 KW garantiscono un’ottima accelerazione. La velocità massima di 90 chilometri all’ora si raggiunge in una quarantina di metri. Come nelle migliori moto da competizione è disponibile un software per variare le curve del freno motore, dell’accelerazione e della velocità massima». 



L’energia che dà slancio alla moto è accumulata grazie a una batteria ai polimeri di litio, con Bms e teleruttore integrati: eroga 72V e 40Ah da inizio a fine carica, dando la possibilità di girare per circa 30 minuti in pista senza problemi di prestazione. La batteria è sostituibile in un paio di minuti. Il comando “drive by wire” con manopola racing completa il powertrain. Una pompa radiale, la pinza a quattro pistoni, la tubazione trecciata e un disco da 220 mm formano il performante impianto frenante anteriore, senza dimenticare la presenza di un freno a disco idraulico anche al posteriore. In pista, il marchio “Thundervolt” è dunque già vincente: il prossimo traguardo sarà farsi conoscere sempre di più dal grande pubblico e aiutare il mercato ad abbracciare in modo consistente il segmento delle moto a emissioni zero.?È solo una questione di tempo.
e_mob, a Milano
il festival della
mobilità elettrica
Dal 26 al 28 settembre si terrà a Milano l’evento nazionale dedicato ai veicoli non inquinanti: convegni, studi, esposizioni e una giornata riservata al popolo dell’elettrico.
Tra i promotori Class Onlus e Cobat.
Le batterie di accumulatori elettrici: queste sconosciute
Le attuali auto elettriche non sono il punto di arrivo della transizione verso una mobilità più attenta all’ambiente: appena saranno messi a punto nuovi accumulatori elettrici vedremo un’accelerazione ulteriore alla loro diffusione.
Auto elettrica alla soglia di un nuovo paradigma: ma il passaggio è lento e non mancano i detrattori
Le case automobilistiche annunciano nuovi modelli elettrici. I dati migliori di diffusione riguardano i Paesi Nordici dove sono state attuate misure efficaci di sostegno al mercato.
Filiera “e-mobility” un’occasione
di rilancio
e riconversione per
le imprese italiane
Entro il 2030 potrebbero essere oltre 10.000 le aziende “made in Italy” operanti nel settore della mobilità elettrica, per un fatturato di quasi 100 miliardi di euro.
Olimpiadi invernali
a impatto zero
I Giochi Olimpici di Milano-Cortina saranno un’occasione importante per promuovere la sostenibilità ambientale. Da e_mob una piattaforma di proposte per la mobilità green.
Economia circolare, la ricarica arriva dalle batterie al litio
Le batterie dei veicoli elettrici sono più difficili da trattare a causa dell’infiammabilità del litio, ma possono diventare un’opportunità se inserite in un percorso virtuoso di circular economy.
Auto elettriche d’altri tempi
È una storia che forse nessuno ricorda e pare incredibile ma nel 1900 il 34% delle vetture circolanti a New York, Boston e Chicago avevano un’alimentazione elettrica.
Un secolo record:
da 0 a 100 all’ora
Con lo sviluppo dell’elettrotecnica, nascono gli accumulatori al piombo acido che, dalla fine dell’Ottocento, alimentano le prime vetture elettriche. Una rivoluzione epocale.
Il summit degli avvocati sul diritto delle fonti rinnovabili
di energia
L’evento, realizzato anche grazie al supporto di Cobat, ha visto la partecipazione di importanti relatori che hanno fornito una panoramica a tutto tondo delle regole italiane in materia.
e-Mobility Festival
Milano
Palazzo della Regione
il 26 - 27 - 28 settembre

3^ Conferenza Nazionale della Mobilità Elettrica

- Smart City
- Micromobilità
- Sharing Mobility
- Mobilità Elettrica