Testo di: Luigi De Rocchi
COBAT INFORMA

Quale futuro
per il SISTRI?

Il 20 marzo 2013 il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha firmato, il Decreto per confermare l’entrata in operatività del SISTRI, il sistema di tracciabilità sui rifiuti. Entriamo nel merito della normativa.
Il 20 marzo 2013 il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha firmato, con Prot. 0000096, il Decreto per confermare l’entrata in operatività del SISTRI, a far data dal 1 ottobre 2013 per i produttori di rifiuti pericolosi, e dal 3 febbraio 2014 per tutti gli altri enti o imprese obbligati.
Il SISTRI - Sistema di Tracciabilità sui Rifiuti - istituito per la prima volta con Decreto del Ministero dell’Ambiente del 17 dicembre 2009,  aleggia sinistro sui produttori di rifiuti e sui soggetti e gli enti che operano nell’ambito della loro gestione da ormai più di tre anni, essendo stato tristemente oggetto, dalla sua istituzione, di innumerevoli fasi di revisione, modifiche, fasi di test fallimentari, annunci di suo avvio sistematicamente disattesi, e negli ultimi tempi anche di scandali per le inchieste in corso da parte delle autorità inquirenti riguardo alle opacità riscontrate nell’affidamento dell’incarico per la sua realizzazione e gestione alla Selex di Finmeccanica.
Sta di fatto che ormai, quando si parla di SISTRI, si evoca tra gli addetti ai lavori un diffuso sconcerto, spesso accompagnato da profonda amarezza per aver adempiuto, in tutti questi anni, non soltanto al pagamento delle quote annuali, ma anche all’implementazione di sistemi informatici (come le famose “black box” sui mezzi di trasporto) senza che il SISTRI sia mai entrato sino ad ora in operatività.
Per altro l’architettura di funzionamento generale del SISTRI è sempre stata oggetto di forti critiche soprattutto da parte dei suoi potenziali fruitori, in quanto considerata oltremodo farraginosa, difficilmente compatibile sotto il profilo operativo con molte delle fasi di gestione dei rifiuti abitualmente svolte da chi opera in questo settore, ed in ultima analisi neanche così efficiente ai fini di un concreto contrasto ai fenomeni di illegalità, giacché le potenziali illegalità che il SISTRI, all’occorrenza, è in grado di monitorare, sono quelle perpetrate da chi si iscrive ed utilizza il SISTRI correttamente (ed è lecito supporre che chi intenda svolgere la propria attività nell’illegalità tutto questo evidentemente non lo faccia).
Per questa serie di motivi, il susseguirsi di una lunga serie di posticipi nell’attivazione del SISTRI è sempre stata accompagnata da un gran sospiro di sollievo tra coloro che lo avrebbero dovuto utilizzare.
Così, quando a marzo il Ministro Clini ha firmato il Decreto fissando nuovamente i termini per la partenza del SISTRI, anche a fronte delle ultime vicende giudiziarie in corso che sembravano preludere alla sua definitiva sospensione, la notizia è giunta come una doccia fredda sui soggetti coinvolti, i quali, in via diretta o per tramite delle rispettive associazioni, hanno ufficialmente comunicato il 5 giugno le loro preoccupazioni sul riavvio del sistema di tracciabilità nell’ambito di un tavolo di consultazione convocato presso il Ministero dell’Ambiente, aperto dal neo-ministro Orlando, ed affidato come coordinamento al Prof. Edo Ronchi, ex-ministro dell’Ambiente.
Nel tavolo di consultazione sono stati raccolti i primi pareri dei partecipanti ed agli stessi sono stati distribuiti tre quesiti con richiesta di fornire nei giorni seguenti delle risposte scritte.
I tre quesiti sono stati i seguenti:
1.Ritenete che entro i termini fissati per l’inizio dell’operatività, del 1 ottobre 2013 per i produttori e gestori di rifiuti pericolosi e del 3 marzo 2014 per gli altri enti e imprese obbligati, il SISTRI saà in grado di funzionare in modo idoneo a rendere trasparenti le movimentazioni dei rifiuti e in modo fruibile dalle imprese senza eccessivi sovraccarichi organizzativi?
2.Quali proposte fate per un sistema di tracciabilità dei rifiuti idoneo e senza sovraccarichi eccessivi per le imprese?
3.Dopo numerosi provvedimenti di proroga e di modifica del SISTRI ritenete che, in ogni caso, il SISTRI ora vada fatto entrare in operatività, oppure che vada di nuovo prorogato per fare qualche altro aggiustamento, oppure si debba intervenire con un provvedimento legislativo per annullarlo e impostare un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti idoneo, meno oneroso e collaudato?
A queste domande, nei giorni successivi all’incontro del 5 giugno, sono giunte 22 risposte scritte in rappresentanza di 31 organizzazioni.
Sulla base delle risposte pervenute e di quanto già emerso in occasione dell’incontro del 5 giugno, è stata redatta una Proposta di conclusione delle consultazioni che è stata presentata il 20 giugno alle organizzazioni ad un incontro del tavolo di consultazione convocato presso il Ministero dell’Ambiente. Dopo discussione ed introduzione di alcune modifiche, è stata approvata all’unanimità, dalle 31 organizzazioni, la Conclusione della consultazione delle organizzazioni delle imprese in materia di SISTRI.
Nel documento, nelle considerazioni iniziali di carattere generale, si legge che un sistema di tracciabilità idoneo a monitorare correttamente le movimentazioni dei rifiuti, di cui certamente se ne condivide l’utilità, debba consistere in un sistema fruibile e di facile utilizzazione, il quale non produca eccessivi carichi organizzativi per le aziende; ed il SISTRI non è apparso possedere tali requisiti.
Il SISTRI, in verità, si è dimostrato essere un sistema informatico connotato da un eccessivo sovraccarico organizzativo, mal coordinato sia nella sua concezione che nella sua realizzazione, come dimostrano le sue innumerevoli modifiche ed i suoi innumerevoli rinvii di attivazione. Per queste ragioni il termine di avvio del 1 ottobre 2013, se fosse confermato, comporterebbe notevoli disagi per le imprese, con costi economici ed organizzativi estremamente rilevanti finalizzati alla partenza di un sistema informatico che già si è ampiamente dimostrato non funzionale. Fatta questa premessa, le organizzazioni richiedono, pertanto, la definitiva abolizione del SISTRI mediante intervento legislativo, al fine di sostituirlo con un sistema di tracciabilità totalmente nuovo, il quale debba almeno possedere i seguenti requisiti:
• Garantire la funzionalità in forma digitale di un modello che si basi su quello attuale dei registri di carico e scarico, assicurando la trasmissione dei dati alle ARPA e la loro accessibilità alle ARPA medesime e agli organi di Polizia, abolendo le chiavette USB ed i software standardizzati;
• Garantire la funzionalità in forma digitale di un modello che si basi su quello attuale del formulario, assicurando la trasmissione dei dati alle sezioni regionali dell’ Albo Gestori Ambientali ed abolendo le chiavette USB e le Black Box;
• Prevedere l’obbligatorietà, per gli impianti di recupero e smaltimento, del caricamento digitale delle loro autorizzazioni per i rifiuti pericolosi;
• Prevedere la possibilità, per le piccole aziende, che la tracciabilità della loro attività di gestione dei rifiuti possa essere delegata alle loro organizzazioni ed associazioni di categoria;
• Prevedere che i dati in possesso di ARPA e dell’Albo Gestori Ambientali possano confluire in un’unica banca dati presso un centro di elaborazioni nazionale (il quale potrebbe anche utilizzare la dotazione informatica del SISTRI) il quale operi in collegamento con ISPRA e sia accessibile alle autorità di polizia giudiziaria.
Infine le organizzazioni richiedono che, prima di partire, il sistema venga idoneamente sperimentato, coordinando le fasi di sperimentazione con le organizzazioni delle imprese affinché il sistema entri in funzione soltanto dopo essere stato adeguatamente collaudato.?Il documento è stato sottoscritto dalle seguenti organizzazioni: ANCO, ANITA, ASSOFERMET, ASSOFERR, CASARTIGIANI, CDCNPA, CDCRAEE, CIA, CLAAI, CNA, COBAT, COLDIRETTI, CONAI, CONFAGRICOLTURA, CONFAPI, CONFARTIGIANATO, CONFARTIGIANATO Trasporti, CONFCOMMERCIO, CONFCOOPERATIVE, CONFETRA, CONFINDUSTRIA, CONFTRASPORTO, CONOE, COOU, ECOPNEUS, FEDERAMBIENTE, FISE ASSOAMBIENTE, FITA CNA, LEGACOOP, POLIECO, UNIONCAMERE, UNRAE.











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