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Testo di: Matteo Filacchione

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“Assalto” di auto a emissioni zero al Castello Sforzesco in occasione della Conferenza nazionale della mobilità elettrica. Sottoscritta una Carta Metropolitana con impegni precisi.
Ottantadue n°3 Giugno 2017

La rivoluzione delle auto elettriche deve partire dall’Italia dei Comuni che, con politiche di agevolazioni per le vetture a emissioni zero, possono migliorare la qualità dell’aria e della vita di tutti. Questo il messaggio contenuto nella Carta Metropolitana della Mobilità Elettrica, sottoscritta dai protagonisti della filiera della mobilità sostenibile e presentata a E-Mob, la Conferenza nazionale sul tema organizzata al Castello Sforzesco di Milano, pacificamente invaso per l’occasione da veicoli green. Tra i promotori Cobat, Class Onlus, Enel, A2A, Hera, Itas Assicurazioni, Comune di Milano e Regione Lombardia. Al lavoro nella tre giorni anche un comitato scientifico, senza dimenticare la collaborazione di importanti case automobilistiche quali Nissan, Renault, Psa Group e Volkswagen, pronte a credere sempre di più nel mercato dell’elettrico.
“Milano è il comune che più di altri in Italia ha attuato provvedimenti volti a incentivare l’uso delle auto elettriche - sottolinea Giancarlo Morandi, presidente di Cobat - Penso al potenziamento delle stazioni di ricarica piuttosto che all’ingresso gratuito nell’Area C e altre agevolazioni. La scelta di questa conferenza nazionale è quindi giustamente caduta sul capoluogo lombardo. Naturalmente non basta Milano per promuovere a livello nazionale l’utilizzo di questi mezzi che da soli comporterebbero un disinquinamento delle nostre città e una mobilità sostenibile. È necessario diffondere le buone pratiche sperimentate a Milano. Per questo noi di Cobat, insieme ad altri componenti della filiera dell’elettrico, abbiamo voluto organizzare un confronto al Castello Sforzesco coinvolgendo anche il Governo centrale e le amministrazioni di altri importanti comuni. Dalle realtà locali può nascere infatti una spinta significativa alla mobilità green, incentivando i cittadini con provvedimenti, per esempio, per facilitare gli spostamenti nel traffico, le soste, l’entrata nei centri delle città. Pensare a finanziamenti diretti dello Stato in momenti di ristrettezze economiche non basta. Occorre fare come in Norvegia - conclude Morandi - dove si è registrato un boom di auto elettriche anche grazie alla lungimiranza del Comune di Oslo che ha favorito i possessori di auto elettriche”.
Tutti concetti raccolti nella Carta Metropolitana sull’elettromobilità, dove si parla di offrire al consumatore “valide motivazioni per il cambiamento culturale” e di “accelerare lo sviluppo di una rete di ricarica accessibile al pubblico”. Tra gli impegni concreti presi dai Comuni, e non solo, in occasione di E-mob, anche quelli di dare un forte impulso al car sharing con veicoli elettrici, di aumentare il numero di bus a emissioni zero e le flotte di auto aziendali e comunali con queste caratteristiche.
“La tre giorni di E-mob con sindaci e assessori di diversi comuni capoluogo è servita per sottoscrivere una Carta con la quale occorre da un lato far capire che la salute pubblica è una priorità che vede andare oltre gli schieramenti politici, dall’altro che un apporto fondamentale può essere dato dagli amministratori locali con azioni concrete - spiega Camillo Piazza, presidente di Class Onlus - Occorre proibire l’ingresso ai veicoli endotermici nelle aree a traffico limitato, realizzare più colonnine e con maggiore capacità di ricarica, promuovere una cultura della mobilità urbana con un più massiccio ed efficiente utilizzo del trasporto pubblico”. Camillo Piazza ha quindi chiesto maggiore impegno da parte del Governo su questo fronte. “Nell’agenda dell’esecutivo la mobilità elettrica occupa un posto di rilievo - ha rassicurato Raffaele Tiscar, Capo di Gabinetto del Ministero dell’Ambiente - Crediamo infatti nella mobilità sostenibile e stiamo portando avanti una road map con politiche volte a promuovere l’utilizzo di veicoli green. C’è inoltre un preciso intento normativo di semplificazione per creare più infrastrutture di ricarica”.
L’assessore ai Trasporti di Milano, Marco Granelli, snocciola dati concreti: “Oggi Milano, oltre ad aver reso gratuita l’Area C esclusivamente ai veicoli elettrici ed ibridi, conta 52 punti di ricarica e altre iniziative mirate a sviluppare la mobilità sostenibile. Abbiamo già un progetto, cofinanziato da Regione e Governo, per potenziare la rete milanese con 1.000 punti di ricarica entro 5 anni”.
Impegnata senza se e senza ma nella rivoluzione delle auto elettriche anche la società A2A. “Occorre credere con decisione nel mercato dei veicoli a emissioni zero, il futuro è lì - dichiara Giovanni Valotti, presidente di A2A e Utilitalia - A2A sta facendo la sua parte muovendosi nel rispetto di due capisaldi della propria strategia aziendale: tenere a posto i conti e promuovere la sostenibilità ambientale, a partire dal miglioramento della qualità dell’aria. Purtroppo il nostro Paese è oggi fanalino di coda in Europa nel mercato dell’elettrico. In un anno in Italia sono state immatricolate solo 1.000 auto a emissioni zero, a fronte delle 25.000 della Norvegia. Chi prima inizia a puntare su questo mercato, penso innanzitutto alle case automobilistiche, prima si vedrà premiato. Un giorno questo cambiamento sarà realtà, prima accadrà meglio sarà per tutti. Stati ed enti pubblici possono dare il proprio contributo con agevolazioni mirate. Se non riescono con incentivi economici, almeno con normative ad hoc favorendo negli spostamenti, nei parcheggi e nelle ricariche, coloro che acquistano auto elettriche. Questi mezzi oggi sono ancora troppo costosi”.
Per far decollare il mercato dell’elettrico è dunque fondamentale potenziare gli impianti di ricarica e abbassare i costi delle macchine, a partire dalle batterie. “Enel sta lavorando su entrambi i fronti - conferma Nicola Lanzetta, Responsabile mercato Italia di Enel - Diverse sono le azioni già attuate per potenziare le infrastrutture, sia a livello Europeo con il progetto Eva, sia a livello locale con Comuni e privati. Ci rivolgiamo anche alla clientela residenziale con un canone tutto compreso per la ricarica di veicoli elettrici. In merito agli accumulatori prosegue la preziosa collaborazione con Cobat”.
Sul tema, legato al riutilizzo delle batterie come storage in un’ottica non solo di diminuzione dei costi, ma più in generale di promozione dell’economia circolare, è intervenuto a E-Mob il responsabile dell’Area Studi e Ricerche del Consorzio, Luigi De Rocchi. “L’importante accordo che abbiamo siglato insieme ad Enel e Class Onlus è a buon punto - annuncia De Rocchi - Abbiamo commissionato lo studio di fattibilità tecnica ed economica di questo progetto avvalendoci di una società francese per lo studio di mercato sulle batterie impiegate nei veicoli elettrici per sapere quali saranno le produzioni dei prossimi anni, sia in termini di messa a mercato, sia in termini di chimiche. Se dovremo attuare il riutilizzo di queste batterie è infatti importante conoscere con quali tipologie chimiche dovremo misurarci. A seguito di questa importante analisi, partirà un altro studio che abbiamo commissionato al Politecnico di Milano in collaborazione con il Cnr per le verifiche di fattibilità sul de-manufacturing delle batterie usate, e il re-manufacturing di nuove batterie che attingano alle celle ancora utilizzabili di questi accumulatori per costruire nuovi moduli per lo storage elettrico”.



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