Testo di: Matteo Filacchione
PUNTO COBAT

Il presidio pugliese
per l’economia circolare

Il titolare Nicola Veronico: “Quarant’anni fa non era facile parlare di temi green. Noi invece, come il Consorzio, abbiamo sempre creduto nella tutela dell’ambiente”.
Ottantadue n°4 Ottobre 2017

Persone preparate, tecnologie all’avanguardia, conoscenza approfondita dell’intero ciclo dei rifiuti. Queste le caratteristiche che fanno della Nicola Veronico una realtà d’eccellenza (non solo della Puglia, ma dell’intero sud Italia) nella gestione degli scarti, nel loro smaltimento e recupero, e più in generale nella tutela dell’ambiente. L’azienda fondata nel 1976 da Nicola Veronico, tuttora amministratore unico, conta oggi una cinquantina di dipendenti tra la sede di Modugno, provincia di Bari, e lo stabilimento di Ascoli Satriano, Foggia. Nello staff dirigenziale anche i figli Rocco, Chiara e Vito Veronico.
“Fin dall’inizio della nostra attività abbiamo aderito al Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo sia per i servizi che proponiamo, sia per la filosofia che ci accomuna - ricorda Nicola Veronico - Crediamo infatti che l’ambiente sia un patrimonio prezioso, un tesoro da custodire anche per le generazioni future e l’essere un Punto Cobat ci permette di lavorare al meglio in questa direzione. Quarant’anni fa non era facile parlare di temi green, ma noi ci abbiamo sempre creduto cercando di fare la nostra parte. Oggi la sensibilità per la tutela dell’ambiente è aumentata anche grazie al lavoro messo in atto dal Consorzio nel promuovere l’economia circolare”.
Entrando nel merito dei servizi proposti dalla Nicola Veronico, si trova un’offerta completa e dettagliata. L’azienda si occupa infatti a 360 gradi di gestione dei rifiuti: dismissioni, raccolta e trasporto (grazie a una flotta aziendale di primo livello), stoccaggio, trattamento, recupero e smaltimento. Batterie al piombo, oli minerali esausti, solventi, plastica, rottami in ferro, imballaggi, pneumatici, carta, Raee e altri materiali:?ogni scarto viene stoccato in sicurezza per evitare danni alla natura che ci circonda e alla salute delle persone, e avviato al riciclo ottenendo alte percentuali di recupero.
I due impianti della Nicola Veronico hanno una capacità di stoccaggio pari a 7.000 metri cubi, 1.700 dei quali costituiti da serbatoi. I due stabilimenti hanno inoltre un potenziale di movimentazione pari a 150.000 tonnellate l’anno. E poi ancora le pulizie tecniche industriali, le certificazioni analitiche e la consulenza in materia di sicurezza e merci pericolose. Nel laboratorio Ve.Di.S. i tecnici dell’azienda analizzano i rifiuti al fine di determinarne la classificazione e la destinazione finale. Le analisi chimiche, fisiche e microbiologiche servono a verificare la natura dei rifiuti e a individuare il processo di smaltimento più efficace per salvaguardare l’ambiente. La Ve.Di.S. si occupa dunque di consulenza tecnica e amministrativa in materia ambientale, aiutando i clienti a gestire correttamente il ciclo dei rifiuti: dalla scelta dei contenitori più adatti per lo stoccaggio alle modalità migliori per lo smaltimento, con un risparmio di tempo e denaro.
“Un’attenzione particolare la riserviamo al trattamento dei rifiuti con l’obiettivo di avviarne al recupero la totalità - aggiunge Veronico confermando la volontà di promuovere sempre di più sul territorio l’economia circolare - Nel farlo possiamo contare su un know how frutto di una lunga esperienza nel settore, ad impianti di riciclaggio di alto valore tecnologico e a un project management attento e lungimirante”. Tutti questi elementi, uniti a una presenza capillare sul territorio nella raccolta e nel trasporto (non solo in Puglia, ma anche in Basilicata e Molise) permettono all’azienda di soddisfare prontamente tutte le esigenze dei clienti e di meritarsi la fiducia di grandi gruppi industriali. Per i risultati raggiunti, la capacità di guardare avanti ed essere sempre competitiva in un settore delicato, la Nicola Veronico è stata invitata al confronto tra le eccellenze imprenditoriali pugliesi organizzato dal settimanale Panorama all’Università Telematica Pegaso di Bari.
“Il messaggio che vogliamo lanciare oggi è rivolto in particolare al mondo politico al quale chiediamo di pensare meno alla burocrazia e più ai fatti, di aiutare la nazione favorendo le imprese - ha dichiarato Nicola Veronico durante il dibattito moderato dal direttore Giorgio Mulè - Rispetto alla nostra attività in molti mi chiedono se l’ecologia può andare d’accordo con il fare impresa. Certo, oggi l’economia è sempre più alleata dell’ambiente. Avviare i materiali al recupero e al loro riutilizzo comporta un vantaggio sia in termini di produttività che di tutela della natura. L’importante è fare le cose bene e cercare di guardare sempre avanti. Tre le linee guida per lavorare al meglio nel settore del recupero e riciclo di materiali - conclude l’amministratore unico dell’azienda pugliese - si tratta di competenza, formazione e rispetto delle regole”.


Nel dna del sistema Cobat
la garanzia di un successo
Nel 1988 viene istituito Cobat come Consorzio Obbligatorio per le Batterie esauste per poi trasformarsi, con la liberalizzazione del 2008, in un sistema di raccolta e riciclo multifiliera.
L’impegno dei produttori
è prioritario
Senza l’impegno dei produttori a farsi carico economicamente dei progetti dei loro prodotti, in modo che siano completamente riciclabili, e senza analogo impegno economico per diffondere la cultura del riciclo presso tutti gli operatori sarà estremamente difficile ripetere il successo ottenuto con le batterie esauste.
La responsabilità
del produttore
è l’aspetto chiave
Il direttore operativo di Cobat Claudio De Persio:
“Il produttore deve occuparsi non solo del riciclo dei materiali, ma anche del riutilizzo del bene sul mercato”.
15 agosto 2018: cosa cambia
nella gestione dei RAEE
Il Decreto n. 49/2014, presto in vigore, prevede novità importanti nella gestione dei rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.
Riclassificazione
delle categorie
di AEE
Open Scope,
istruzioni per l’uso
Dall’iscrizione al registro AEE alle comunicazioni, dalle nuove “famiglie” di prodotti ai beni esclusi: un prezioso vademecum.
Quali i prodotti esclusi
Esempi e approfondimenti in merito a queste categorie di prodotti AEE esclusi dal decreto legislativo n. 49/14 sono contenuti nel documento pubblicato dal Ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare.
Ambiente, green economy e rifiuti zero nel nuovo
Contratto di Governo
L’accordo politico che ha portato Giuseppe Conte alla guida del Governo prevede anche una parte specifica dedicata all’economia circolare e al contrasto ai reati ambientali.