Raccoglitori    Riciclatori    Impianti di Trattamento
Imprese/PA    Officine   


Imprese/PA
Produttori/Importatori
Raccoglitori/Riciclatori
Trasportatori

Testo di: Matteo Filacchione
PANORAMA D'ITALIA

Da Bari a Trieste, tra le eccellenze italiane c’è Cobat

Il direttore operativo Claudio De Persio: “I dati relativi al riciclo sia in Puglia che in Friuli sono più che soddisfacenti. Non raccogliamo rifiuti, ma prodotti”.
Ottantadue n°4 Ottobre 2017

Dalla Puglia al Friuli Venezia Giulia, da Bari a Trieste passando per Udine. Continua il tour Panorama d’Italia alla scoperta delle eccellenze italiane, e queste città possono contare su esempi di primo livello non solo nel campo dell’imprenditoria, della cultura, della gastronomia e della musica, ma anche della tutela dell’ambiente. Per questo, al fianco del settimanale diretto da Giorgio Mulè in questo viaggio alla scoperta del “meglio visto da vicino”, non poteva mancare Cobat. Nelle due splendide città capoluogo affacciate sul mare, il Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo ha organizzato due conferenze sul tema: “Economia circolare: riciclo, legalità e best practice per lo sviluppo del territorio” illustrando i risultati ottenuti in Puglia e in Friuli Venezia Giulia in questo campo. “In entrambi i casi i numeri sono più che positivi - commentano il presidente Giancarlo Morandi e il direttore operativo Claudio De Persio - Insieme ai nostri Punti Cobat, il Consorzio lavora per creare un sistema produttivo rispettoso dell’ambiente. Noi non raccogliamo rifiuti, ma prodotti. Questa è l’economia circolare”.
Per quanto riguarda la Puglia, nel 2016 Cobat ha recuperato ben 11.709.500 chilogrammi di rifiuti tecnologici: circa 11 milioni di pile e batterie ai quali si aggiungono 663.000 chili di RAEE e 7.000 di pneumatici fuori uso. Praticamente un quantitativo equivalente al peso della Tour Eiffel. Numeri davvero importanti, che sono il risultato di un lungo e attento lavoro, come illustrato nel convegno organizzato nel Palazzo della Città Metropolitana.
“La conversione da un’economia di tipo lineare a una di tipo circolare sta interessando sempre di più sia l’Italia che l’Europa - sottolinea De Persio - Essa si concretizza nel recupero, nel trattamento e nel riutilizzo delle materie prime allo scopo di reimmetterle nel circuito della produzione. Sul tema è molto importante dire che le direttive europee vanno in un’unica direzione, quella della centralità del produttore del bene. È il produttore che si trova ad essere protagonista principale non solo nella creazione del bene, ma anche nella raccolta e nel fine vita del bene stesso che immette al consumo”. Altro aspetto chiave è la legalità. “Per Cobat il rispetto delle regole è una priorità - aggiunge il direttore operativo - Le pratiche illecite sono purtroppo molteplici e trasversali non solo alla Puglia, ma a tutta l’Italia. Tra queste c’è il comportamento di alcuni produttori che non dichiarano ciò che immettono al consumo. Così facendo non sostengono i costi della raccolta, gravando sugli altri operatori onesti. E poi c’è il problema delle diverse apparecchiature cannibalizzate di materie prime nei centri di raccolta prima di arrivare negli impianti di riciclo”.
Il Consorzio, con il Punto Cobat pugliese Nicola Veronico, ha inoltre preso parte al dibattito “Eccellenze imprenditoriali a confronto” moderato da Giorgio Mulè all’Università Telematica Pegaso. Tra gli interventi quello di Pasquale Junior Natuzzi (vicedirettore creativo del gruppo leader nel settore mobili e divani) e di Francesco Divella (Amministratore delegato dell’impresa simbolo nel commercio della pasta). “Stiamo scoprendo una regione assai attiva, dove ci sono fermento e voglia di ripartire - commenta il direttore di Panorama - Tra i valori aggiunti delle attività che qui sanno eccellere ci sono innovazione, rispetto dell’ambiente, capacità di reinventarsi e guardare avanti. La Puglia può essere un esempio per tutto il sud”. E può esserlo anche dal punto di vista della circular economy, come ricordato dal presidente del Consorzio che in questo territorio può contare su sette Punti Cobat oltre a un impianto di trattamento.
“Anche in questa regione - dichiara Giancarlo Morandi -  la nostra preoccupazione è quella di garantire a tutti i collaboratori, ai soci e alle aziende che si affidano a Cobat un servizio di eccellenza che si esprime in una raccolta puntuale dei prodotti a fine vita, in un lavoro di qualità e in un attento utilizzo delle risorse. L’attenzione verso riciclo e riutilizzo delle materie prime cresce anche in Puglia, i dati sono soddisfacenti e bisogna continuare su questa strada”.
Stesso discorso per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia, territorio che può essere a sua volta considerato un campione di economia circolare visto che si colloca tra le prime tre regioni italiane con meno infrazioni nella gestione del ciclo dei rifiuti. Da contraltare a questo ottimo risultato c’è però il fatto che, in quanto terra di confine, il Friuli si configura come crocevia di traffici illegali che danneggiano l’ambiente e l’economia. Di questi due temi si è parlato nel convegno organizzato da Cobat al Palazzo della Regione, affacciato su piazza Unità d’Italia, a Trieste. Nell’ultimo anno il Consorzio ha raccolto in questa regione oltre 2.000.000 di chili di rifiuti tecnologici: circa 1.500.000 di batterie esauste, più 556.000 di Raee. Dati definiti dal presidente Morandi e dal direttore operativo De Persio: “Molto incoraggianti, frutto di un lavoro scrupoloso che vede Cobat impegnato anche sul fronte del contrasto a qualsiasi forma di illegalità”. Promuovere l’economia circolare significa infatti rimuovere ogni ostacolo nel recupero di materiali per avviarli a un corretto recupero.
“La problematica relativa al traffico di rifiuti internazionali è comunque monitorata dal nostro reparto sia a livello locale che nazionale, e devo dire che negli ultimi anni abbiamo registrato un netto decremento di questa problematica - sottolinea Fabio Di Rezze, comandante regionale del Noe dei Carabinieri, tra i relatori del convegno triestino organizzato all’interno del Tour Panorama d’Italia - Detto ciò teniamo comunque alta la guardia e teniamo sotto controllo i flussi di materiali sia in entrata che in uscita dall’Italia, anche in collaborazione con i colleghi oltre confine. Un aiuto importante ci è stato dato dalla legge 68 del 2015 sugli?ecoreati. In Friuli Venezia Giulia l’attenzione nei confronti dell’ambiente è molto elevata, e noi forze dell’ordine riusciamo a contrastare gli illeciti anche grazie alle preziose segnalazioni dei cittadini”. La sensibilità crescente verso la circular economy è confermata anche dall’assessore regionale all’Ambiente Sara Vito. “La nostra Regione sta portando avanti un investimento molto importante su questo tema, sia con?azioni concrete, sia promuovendo strumenti legislativi all’avanguardia - dichiara Vito - Sarà oggetto a breve di una discussione in Consiglio la nuova legge che riguarda la disciplina organica in materia di gestione dei rifiuti e di principi di economia circolare, e tra gli strumenti approvati abbiamo il programma regionale di prevenzione dei rifiuti”.
Anche un colosso come il Gruppo Hera guarda con il massimo interesse a questo nuovo paradigma di sviluppo sostenibile. “Il nostro gruppo ha creato un’organizzazione per l’economia circolare - sottolinea Roberto Gasparetto, direttore generale di AcegasApsAmga - Abbiamo rivisitato integralmente tutti i nostri processi, tutti i nostri ambiti, individuando in ognuno di essi la necessità di riconversione. Nel territorio triestino stiamo valutando con le autorità portuali l’ipotesi di realizzare un impianto per la produzione di BioGnl in prospettiva della nuova direttiva europea in base alla quale l’alimentazione dei motori delle navi dovrà avere una componente di questo tipo. Più in generale come Gruppo Hera stiamo lavorando a una marcata riduzione del nostro fabbisogno energetico - incalza Gasparetto - Per i nostri autoconsumi tutti gli approvvigionamenti di energia avvengono da fonti rinnovabili, nel settore dell’acqua portiamo avanti un’attività esasperata di ricerca e riduzione delle perdite. Si tratta di un approccio di sistema applicato a tutti i nostri ambiti di attività”.
Il tema dell’attenzione all’ambiente e della promozione di un sistema produttivo ecosostenibile è stato poi affrontato in occasione dell’incontro tra le eccellenze imprenditoriali del Friuli Venezia Giulia organizzato a Udine presso Palazzo Torriani, sede di Confindustria. Il direttore Giorgio Mulè ha intervistato tra gli altri Elia Calcina, responsabile commerciale di Calcina Iniziative Ambientali, presente al tavolo dei relatori insieme a Marco De Eccher (Portopiccolo Sistiana), Massimo Blasoni (fondatore di Sereni Orizzonti), Flavio Marocco (marketing manager Gruppo Pittini) e Alessandra Sangoi (ad Sangoi).
Sia in Puglia che in Friuli Venezia Giulia, Cobat ha portato il proprio messaggio green all’interno dei seguitissimi convegni del magazine scientifico Focus. “Inquinamento e cambiamenti climatici: la terra si trasforma” il tema di scottante attualità affrontato dagli esperti intervistati dal direttore Jacopo Loredan. Sullo sfondo del dibattito la scelta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di uscire dagli accordi di Parigi sul contenimento delle emissioni inquinanti.
“Noi cerchiamo di sensibilizzare i cittadini rispetto a questi temi troppe volte dimenticati dalla politica, a partire proprio dal climate change - commenta Loredan - Da tempo si registrano fenomeni concreti e preoccupanti come la riduzione della calotta polare artica, negli ultimi dieci anni un terzo dei ghiacciai è sparito e la tendenza sembra non diminuire. Nei nostri eventi mostriamo dati e slide che parlano chiaro con problematiche riguardanti non solo i poli, ma anche i continenti, a partire da quello americano dove anche di recente si sono verificati episodi di forti siccità da un lato e di terribili inondazioni dall’altro”.
Uno dei dati più allarmanti riguarda i morti per disastri naturali: 70.000 in più dal 2000 al 2016 rispetto ai 16 anni precedenti. Se da un lato i cambiamenti climatici sono una certezza con un aumento delle temperature, dall’altro quanto è sicuro che su di essi influiscano i comportamenti umani? Gli scienziati intervenuti ai dibattiti di Focus non hanno dubbi: l’inquinamento è un elemento scatenante e quindi l’uomo ha le sue responsabilità.
“Noi studiamo il passato per verificare le forze naturali, analizziamo cioè quel periodo risalente a milioni di anni fa quando l’uomo non esisteva - spiega Ilaria Baneschi, ricercatrice in geochimica ambientale e paleoclimatologia al CNR di Pisa - Prendendo tutte le informazioni del passato e inserendole insieme in quello che chiamiamo modello, possiamo individuare uno scenario ambientale e climatico specifico. Ebbene, questo scenario, tenendo conto dei soli parametri naturali, non ripropone quello attuale. Per riprodurre ciò che sta avvenendo oggi in termini di temperature, concentrazione di gas serra, Co2, metano e altri inquinanti come il particolato, occorre inserire anche l’attività umana con il suo consumo di energia, produzione di gas inquinanti e altro”. Sulla stessa lunghezza d’onda Jacopo Gabrieli, glaciologo e ricercatore presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche. “Ad oggi i comportamenti umani hanno sicuramente un impatto predominante sui cambiamenti climatici - sottolinea Gabrieli - Registriamo scioglimenti dei ghiacciai, riserve idriche delle montagne in netta diminuzione e più in generale un riscaldamento del pianeta. Per evitare danni si possono adottare diverse azioni, a partire da una riduzione dei gas serra. Occorre cambiare i nostri stili di vita, utilizzare carburanti differenti rispetto al fossile e favorire per esempio l’energia solare e quella eolica, cercando più in generale di risparmiare energia”. Secondo Federica Ferrario, impegnata nella campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace: “I cambiamenti climatici sono una problematica complessa e difficile da gestire, rispetto alla quale dobbiamo però assolutamente intervenire dato che siamo già in ritardo. Anche ogni singolo cittadino può fare la propria parte, inquinando meno e cercando il più possibile prodotti naturali e sani anche quando va a fare la spesa”.
Chi promuove da tempo una cultura di attenzione all’ambiente, fatta anche di azioni concrete, è Cobat. “I cambiamenti climatici ci obbligano a riflettere sull’impatto che la nostra vita di uomini e donne ha sull’ambiente intorno a noi - ricorda il presidente Giancarlo Morandi - Il climate change è in parte la conseguenza dell’inquinamento generico che ognuno di noi provoca. Occorre quindi che ogni cittadino faccia la propria parte iniziando per esempio ad attuare una corretta raccolta differenziata dei rifiuti. Tutti insieme dobbiamo poi impegnarci per dare attuazione all’economia circolare, l’unico paradigma che ci permette di non offendere più la terra, come avviene oggi, depauperandola delle sue risorse. Questa è una mission globale. E da sempre il nostro Consorzio, avviando al riciclo e al riutilizzo batterie, Raee e altri materiali, è un esempio nella promozione della circular economy a garanzia di un futuro?ecosostenibile”.
Dopo Bari e Trieste, il tour Panorama d’Italia è approdato a Olbia, e ora si appresta a vivere una settimana molto importante, tra il 15 e il 21 ottobre, con l’ottava tappa di Milano. E anche lì Cobat ci sarà. Subito dopo toccherà all’emozionante trasferta a New York, per poi riprendere il viaggio con Caserta e il gran finale nella suggestiva Ragusa.



reati ambientali in calo, ma la guerra è ancora lunga
Presentato nella Sala della Lupa a Montecitorio il Rapporto di Legambiente “Ecomafia 2017: le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia”.
Da Ottantadue
a Tre?
Tra quanto le batterie al Litio saranno più numerose di quelle al piombo? E l’Italia è pronta ad affrontare questa transizione?
Cobat porta in Senato la mobilità green
Audizione del Consorzio davanti alla Commissione Lavori Pubblici e Territorio per parlare di auto elettriche, evoluzione degli accumulatori e storage.
Da Bari a Trieste, tra le eccellenze italiane c’è Cobat
Il direttore operativo Claudio De Persio: “I dati relativi al riciclo sia in Puglia che in Friuli sono più che soddisfacenti. Non raccogliamo rifiuti, ma prodotti”.
A Trieste Calcina
Iniziative Ambientali
Elia Calcina, responsabile commerciale: “Non bisogna aver paura dei rifiuti, essi possono infatti rivelarsi una risorsa se opportunamente recuperati”.
Il presidio pugliese
per l’economia circolare
Il titolare Nicola Veronico: “Quarant’anni fa non era facile parlare di temi green. Noi invece, come il Consorzio, abbiamo sempre creduto nella tutela dell’ambiente”.
Difendere l'ambiente
nel mercato globale
Ad Assisi il convegno dell’Associazione Nazionale Concessionari Consorzi, da 35 anni impegnata a coniugare le esigenze dei propri associati con l’economia e la sostenibilità.
Le pile portatili
salgono in cattedra
Ha preso il via “Una Pila alla Volta”, contest nazionale per la corretta gestione di pile e accumulatori portatili, rivolto a migliaia di squadre composte da ragazzi e ragazze dai 10 ai 14 anni. In palio buoni acquisto per un valore complessivo di oltre 55.000 euro da spendere in attrezzature didattiche e sportive.
Coniugare l’impegno ecologico con quello sociale
Alla scoperta della green society è un viaggio fatto di storie -ne sono state raccolte 101- che attraversano tutte le regioni italiane, in territori diversi, con protagonisti e motivazioni molto variegate.
Le Stelle Blu
del Mediterraneo
si presentano
al Salone Nautico
Il progetto multimediale è la naturale evoluzione dell’iniziativa “Cobat e il Mare” e punta a diventare un riferimento nell’ambito del turismo marittimo eco-sostenibile
Importante accordo
Ecolamp - Cobat
A Roma firmato l'accordo per il fine vita delle lampade.