Testo di: Giancarlo Morandi, Presidente Cobat

Economia Circolare

Le aziende manifatturiere stanno affidando agli istituti di ricerca la progettazione dei loro prodotti non solo per conseguirne facilità ed efficacia nel loro impiego, ma anche per garantire il recupero dei materiali che li compongono quando non saranno più utilizzabili.
Ottantadue n°2 maggio 2018

Vengono così immessi sui mercati internazionali beni che sono facilmente scomponibili in strutture omogenee composte da materiali sempre riciclabili.
I consumatori ormai informati e consapevoli della necessità di non disperdere alcun bene, quando questo non è più utilizzabile per lo scopo per cui era stato creato, lo consegnano ad aziende pubbliche e private che si occupano con efficacia e grande puntualità del servizio di raccolta di questi rifiuti.
Beni a fine vita che vengono poi affidati a sistemi che si occupano di realizzare grandi stoccaggi per poi avviare il tutto al riciclo.
Le materie prime (seconde) così ottenute sono nuovamente impiegate per la produzione di nuovi beni con un ciclo che praticamente non ha mai fine.
Le autorità pubbliche assecondano questo ciclo virtuoso cambiando rapidamente le norme ove queste siano di intralcio all’attività pratica.
Non si vedono più rifiuti sulle spiagge, lungo i fiumi, ai bordi di strade e sentieri.
I costi per il cittadino per la raccolta differenziata sono diminuiti, il risparmio di energia con conseguente minor inquinamento è veramente significativo.
Ma un suono spaventoso irrompe: la sveglia mattutina che interrompe il bel sogno.
Si purtroppo quanto descritto sopra per ora è un sogno.
Ma questo numero di “Ottantadue” dimostra quanti uomini e quante donne stiano lavorando alla realizzazione del sogno.
Attraverso le associazioni ambientaliste, alla ricerca della bellezza di questo mondo, denunciando le inadempienze dell’autorità pubblica, adottando organizzazioni innovative per risolvere problemi complessi, uomini e donne tutti impegnati a costruire una società ove il sogno sia realtà.
Con questi realizzatori di sogni c’è anche Cobat ormai da trenta anni.

Nel dna del sistema Cobat
la garanzia di un successo
Nel 1988 viene istituito Cobat come Consorzio Obbligatorio per le Batterie esauste per poi trasformarsi, con la liberalizzazione del 2008, in un sistema di raccolta e riciclo multifiliera.
L’impegno dei produttori
è prioritario
Senza l’impegno dei produttori a farsi carico economicamente dei progetti dei loro prodotti, in modo che siano completamente riciclabili, e senza analogo impegno economico per diffondere la cultura del riciclo presso tutti gli operatori sarà estremamente difficile ripetere il successo ottenuto con le batterie esauste.
La responsabilità
del produttore
è l’aspetto chiave
Il direttore operativo di Cobat Claudio De Persio:
“Il produttore deve occuparsi non solo del riciclo dei materiali, ma anche del riutilizzo del bene sul mercato”.
15 agosto 2018: cosa cambia
nella gestione dei RAEE
Il Decreto n. 49/2014, presto in vigore, prevede novità importanti nella gestione dei rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.
Riclassificazione
delle categorie
di AEE
Open Scope,
istruzioni per l’uso
Dall’iscrizione al registro AEE alle comunicazioni, dalle nuove “famiglie” di prodotti ai beni esclusi: un prezioso vademecum.
Quali i prodotti esclusi
Esempi e approfondimenti in merito a queste categorie di prodotti AEE esclusi dal decreto legislativo n. 49/14 sono contenuti nel documento pubblicato dal Ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare.
Ambiente, green economy e rifiuti zero nel nuovo
Contratto di Governo
L’accordo politico che ha portato Giuseppe Conte alla guida del Governo prevede anche una parte specifica dedicata all’economia circolare e al contrasto ai reati ambientali.