Testo di: Giancarlo Morandi - Presidente Cobat
EDITORIALE

L’impegno dei produttori
è prioritario

Senza l’impegno dei produttori a farsi carico economicamente dei progetti dei loro prodotti, in modo che siano completamente riciclabili, e senza analogo impegno economico per diffondere la cultura del riciclo presso tutti gli operatori sarà estremamente difficile ripetere il successo ottenuto con le batterie esauste.
Ottantadue N°3 luglio 2018

Quando nel 1988 il Parlamento italiano ha deciso di affrontare la situazione delle batterie al piombo disperse nell’ambiente creando un consorzio, la situazione nel Paese era veramente desolante.
Con il basso prezzo del piombo sui mercati internazionali, il valore dei rottami di piombo e dunque anche delle batterie era insignificante: quindi in termini economici a nessuno conveniva la raccolta ed anche il conseguente riciclo delle batterie.
Si trovavano batterie esauste non solo abbandonate nelle discariche abusive, ma addirittura sui marciapiedi delle città, vicino a monumenti storici, nei boschi.
Impegnando i produttori di batterie a sostenere i costi di una raccolta e un trattamento di riciclo corretti dal punto di vista ambientale in pochi anni si è risolto il problema.
Certo, si sono dovute fare grandi campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e mettere a disposizione dei privati e delle aziende servizi di logistica efficienti.
Fatto ciò, solo dopo pochi anni l’Italia si poteva vantare di avere una raccolta e un riciclo di batterie al piombo in linea con i Paesi occidentali considerati da sempre estremamente virtuosi nei confronti dell’ambiente, come Norvegia e Finlandia.
Con l’economia circolare oggi siamo all’ini-zio di una simile meravigliosa avventura?
Le premesse dicono di no.
La moltiplicazione degli attori sul territorio voluta da una legge ignorante dei problemi ambientali da una parte e dall’altra la responsabilità estesa dei produttori, che è solo un mantra recitato da tutti in Europa, ma che per ora non trova nessuna rispondenza pratica, rendono ardue quelle azioni necessarie a sensibilizzare tutti gli attori del settore sulla necessità di un impegno preciso ad attuare l’economia circolare. 
La nostra speranza è che i legislatori italiani scoprano presto questo deficit e vi pongano riparo.
Senza l’impegno dei produttori a farsi carico economicamente dei progetti dei loro prodotti, in modo che siano completamente riciclabili, e senza analogo impegno economico per diffondere la cultura del riciclo presso tutti gli operatori sarà estremamente difficile ripetere il successo ottenuto con le batterie esauste.
Peccato, perché ormai vi sono le esperienze e di conseguenza le conoscenze sufficienti a rendere di nuovo l’Italia un Paese orgoglioso delle proprie attività ambientali.
Comunque non è mai tardi ed inoltre sistemi come quello Cobat sono in grado di realizzare già oggi un buon lavoro: ma vorremmo che diventasse ottimo soprattutto per il futuro del Paese Italia.


Nel dna del sistema Cobat
la garanzia di un successo
Nel 1988 viene istituito Cobat come Consorzio Obbligatorio per le Batterie esauste per poi trasformarsi, con la liberalizzazione del 2008, in un sistema di raccolta e riciclo multifiliera.
L’impegno dei produttori
è prioritario
Senza l’impegno dei produttori a farsi carico economicamente dei progetti dei loro prodotti, in modo che siano completamente riciclabili, e senza analogo impegno economico per diffondere la cultura del riciclo presso tutti gli operatori sarà estremamente difficile ripetere il successo ottenuto con le batterie esauste.
La responsabilità
del produttore
è l’aspetto chiave
Il direttore operativo di Cobat Claudio De Persio:
“Il produttore deve occuparsi non solo del riciclo dei materiali, ma anche del riutilizzo del bene sul mercato”.
15 agosto 2018: cosa cambia
nella gestione dei RAEE
Il Decreto n. 49/2014, presto in vigore, prevede novità importanti nella gestione dei rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.
Riclassificazione
delle categorie
di AEE
Open Scope,
istruzioni per l’uso
Dall’iscrizione al registro AEE alle comunicazioni, dalle nuove “famiglie” di prodotti ai beni esclusi: un prezioso vademecum.
Quali i prodotti esclusi
Esempi e approfondimenti in merito a queste categorie di prodotti AEE esclusi dal decreto legislativo n. 49/14 sono contenuti nel documento pubblicato dal Ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare.
Ambiente, green economy e rifiuti zero nel nuovo
Contratto di Governo
L’accordo politico che ha portato Giuseppe Conte alla guida del Governo prevede anche una parte specifica dedicata all’economia circolare e al contrasto ai reati ambientali.