Testo di: Giancarlo Morandi - Presidente Cobat
EDITORIALE

Con le aziende sane
contro gli ecoreati

La più immediata delle motivazioni è quella che riguarda la difesa delle aziende che lavorano con Cobat e che rischiano di non poter stare sul mercato se subiscono una concorrenza sleale da parte di chi abbatte i propri costi non ottemperando alle leggi ambientali
Ottantadue n°4 ottobre 2018

Può sembrare strano che una organizzazione come Cobat, che si occupa di economia circolare organizzando la logistica e i processi industriali del riciclo, abbia tanta attenzione ai reati che si commettono nel settore ambientale: quelli che vengono chiamati comunemente “ecoreati”.
In realtà questa attenzione ha invece molte motivazioni.
La più immediata delle motivazioni è quella che riguarda la difesa delle aziende che lavorano con Cobat e che rischiano di non poter stare sul mercato se subiscono una concorrenza sleale da parte di chi abbatte i propri costi non ottemperando alle leggi ambientali, con l’effetto evidente dal punto di vista sociale della perdita di tanti posti di lavoro e la dispersione di capacità imprenditoriali rispettose della legalità e dell’interesse generale.
Vi è poi un interesse della nazione Italia a far fronte agli obblighi internazionali anche nel settore ambientale e tutto ciò che viene organizzato in modo fraudolento, e dunque nascosto, non può certo far parte delle statistiche che riguardano l’attività di recupero e riciclo che il Governo deve documentare; rischiamo così di essere sottoposti a forti multe internazionali oltre a non avere credibilità in quelle sedi ove si discute del futuro dell’economia sostenibile.
Il non adempiere ai corretti obblighi ambientali riduce anche le risorse che il Paese potrebbe riutilizzare una volta effettuato l’opportuno riciclo e fa scomparire tanti posti di lavoro legati al settore impoverendo così tutto il Paese.
Ma certamente la motivazione più forte che dovrebbe esortare tutti ad essere capaci di perseguire chi compie gli ecoreati è che un ecoreato è, tra i delitti che l’uomo può compiere, il peggiore: certamente chi subisce direttamente un furto, una rapina, o un odioso imbroglio può ritenere di essere vittima di un torto immane e per i parenti di chi viene ucciso sarà certamente difficile pensare a un delitto più grave, ma il più odioso e vigliacco dei delitti è invece perpetrato da coloro che inquinando tolgono la vita a moltitudini di persone in un tempo senza confini: avvelenando l’acqua, l’aria, la terra si avvelenano tutti gli esseri viventi che hanno e avranno la sfortuna di vivere in quell’ambiente.
Dunque per un consorzio che ha fatto della sostenibilità ambientale la sua missione ideale scovare e far perseguire tutti coloro che offendendo l’ambiente ci tolgono una parte della nostra vita è un dovere morale prima ancora che aziendale.



Ecomondo.
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